Affido familiare


L'affido familiare rappresenta un aiuto importante per bambini e famiglie che si trovano a vivere in situazione di momentaneo disagio (problemi di salute, economici, di lavoro). In tali circostanze, il bambino ha la possibilità di essere accolto per un periodo definito in un nucleo familiare diverso da quello d'origine. L'affido è una risposta definita in un preciso tempo che ha l'obiettivo fondamentale di garantire al bambino condizioni adeguate per crescere il più serenamente possibile in attesa di ritornare dai suoi genitori quando questi saranno di nuovo in grado di occuparsi di lui.
Tale intervento è radicalmente diverso dall'adozione, con la quale non va confuso: infatti, mentre con l'adozione vengono definitivamente interrotti i rapporti tra il bambino e i suoi genitori naturali, durante l'affido i legami con la famiglia d'origine vengono mantenuti con frequenza e modalità stabilite dal servizio sociale.
L'affido familiare è regolamentato dalla legge n. 184/83 (pdf, 66.3 KB) modificata con la legge n. 149/01 (pdf, 80.4 KB) e dalla Direttiva Regionale n. 1904 del 2011 (pdf, 491.3 KB) e si rivolge a bambini e ragazzi da 0 a 18 anni.
Ogni affidamento viene progettato dagli operatori del Servizio Sociale, in base alle esigenze del bambino e alla sua situazione familiare.

Esistono diverse tipologie d'affido:

  • Consensuale: quando è stato concordato con la famiglia di origine. In questo caso l'affido viene disposto dal Servizio Sociale e viene reso esecutivo dal Giudice tutelare.
  • Giudiziale: quando non vi è il consenso della famiglia di origine. In questo caso l'affido è disposto da un provvedimento del Tribunale per i minorenni, il servizio sociale provvede alla sua attuazione.

L'affido può essere realizzato:

  • in forma residenziale o a tempo pieno, dove l'inserimento del minore in una altra famiglia ha carattere di continuità e residenziale
  • a tempo parziale, dove l'inserimento in un altro nucleo è previsto per alcuni giorni alla settimana, o per alcuni periodi di tempo breve e determinato.

Chi può diventare affidatario?
La famiglia affidataria accoglie il bambino, prendendosene cura e garantendogli un clima affettivo ed educativo indispensabile per crescere. Tutti possono essere affidatari, famiglie con o senza figli o anche persone singole. Agli affidatari non vengono richieste particolari caratteristiche o specializzazioni, quel che serve è impegno e motivazione, coscienza di sé, delle proprie capacità e dei propri limiti e della consapevolezza dell'impegno che ci si assume.
Alle famiglie o alle singole persone che desiderano intraprendere l'esperienza dell'affido, gli operatori del servizio sociale assicurano un percorso di informazione e formazione. Psicologo e assistente sociale svolgono colloqui con gli aspiranti affidatari per una conoscenza e valutazione della famiglia e per un approfondimento degli aspetti giuridici, sociali e psicologici dell'affidamento. Sono inoltre previsti momenti di formazione attraverso incontri di gruppo.
Al termine di questo percorso di preparazione, la famiglia o la singola persona, verrà inserita in una banca dati delle famiglie affidatarie. Quando, per un bambino o un adolescente sarà necessario provvedere ad un affido familiare, si individueranno le famiglie affidatarie, ritenute più adeguate per quel tipo di progetto e per quella situazione.
Dal momento in cui viene disposto l'affido, la famiglia affidataria sarà accompagnata durante tutto il percorso dagli operatori del Servizio Sociale del proprio comune di residenza che le garantiranno un sostegno a vari livelli: economico, assicurativo, psicologico, sociale.
Le famiglie affidatarie possono usufruire di tutte le agevolazioni di legge sulla maternità.

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pubblicato il 2016/11/04 00:00:00 GMT+1 ultima modifica 2016-12-30T23:43:00+01:00

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