Separazione e divorzio
-
Che differenze ci sono tra affidamento esclusivo e congiunto?
- Risponde il Servizio di Consulenza Legale del Centro per le Famiglie di Ferrara
-
I tipi di affidamento sono in teoria 3: esclusivo ad un genitore, congiunto ad entrambi e alternato; dico in teoria perchè quello cosiddetto alternato presuppone e viene concesso raramente e solo in casi in cui i genitori abbiano residenza in luoghi lontani tra loro e quindi non raggiungibili frequentemente e facilmente dai figli.
L'affidamento esclusivo in capo ad uno dei due genitori implica l'esercizio della potestà in via esclusiva sui figli da parte del genitore affidatario, sempre restando la titolarità della potestà in capo ad entrambi i genitori; le decisioni di maggiore interesse sono sempre prese di comune accordo tra i genitori e viene regolamentato il diritto di visita del genitore non affidatario così come i periodi di vacanza da trascorrere con i figli. I tempi e le modalità di visita sono in genere ed auspicabilmente presi di comune accordo tra i genitori nel superiore interesse dei figli.
L'affidamento congiunto comporta l'esercizio della potestà ad entrambi i genitori e quindi presuppone la massima collaborazione ed armonia tra i coniugi stessi, implicando condizioni, modi di visita e tempi con cui stare con i figli ispirati alla massima libertà sia di giorni che di orari.
E' altresì da sottolineare che le condizioni tutte della separazione e quindi anche quella relativa all'affidamento dei figli, se nel corso del tempo cambiano i presupposti per cui sono state adottate, possono essere sempre oggetto di modifica da parte dei coniugi con ricorso al giudice. -
Vorrei informazioni riguardo al ruolo del mediatore familiare in caso di separazione...
- Risponde il Centro Studi e Documentazione Regionale sulla Mediazione Familiare in Emilia Romagna del Centro per le Famiglie di Ravenna
-
In particolare vorrei sapere in che momento è opportuno rivolgersi al mediatore familiare, e capire se si potrebbe rivolgere al mediatore solo uno dei due coniugi nel caso l'altro non acconsentisse a partecipare agli incontri.
La filosofia di fondo della Mediazione Familiare è che i bambini anche dopo la separazione hanno bisogno di entrambi i genitori: non devono perdere nulla rispetto a prima. Cambia sì l'organizzazione, ma i genitori continuano ad essere genitori come prima. Il ruolo del Mediatore Familiare è quello di aiutare i genitori, in un momento di difficoltà e di conflitto, a riaprire la necessaria comunicazione fra di loro affinchè essi e non altri, giungano a decisioni costruttive per i figli e per se stessi.
La Mediazione ha come obiettivo quello di portare i due genitori ad elaborare un progetto di intesa reciproco e durevole su tutte le principali questioni riguardanti i figli.
Il mediatore perciò aiuta il padre e la madre ad ascoltarsi, a confrontarsi per trovare insieme soluzioni realistiche e positive della vita quotidiana, sulla condivisione dei compiti genitoriali, in un clima di cooperazione e di rispetto. Solitamente ci si rivolge al Mediatore Familiare quando la coppia ha deciso la separazione e ha bisogno di aiuto. Il tempo ideale, sia pur non valido per tutti, è collocato in una fase precoce della vicenda separativa, preferibilmente prima che siano avviate le procedure legali.
Un singolo genitore si può rivolgere al servizio di Mediazione per avere delle informazioni, e può chiedere una consulenza individuale. Non può però fare il percorso da solo perchè è appunto rivolto ad entrambi i genitori. Ma insieme al Mediatore si può cercare una modalità per coinvolgere anche l'altro genitore. -
Quanto dura la mediazione?
- Risponde il Centro Studi e Documentazione Regionale sulla Mediazione Familiare in Emilia Romagna del Centro per le Famiglie di Ravenna
-
Una mediazione si completa all'incirca in 10-12 incontri della durata di 1 ora e ½ ciascuno. Gli incontri si tengono a cadenza indicativamente settimanale e quindi ogni mediazione si esaurisce di solito nell'arco di 4 mesi, anche se evidentemente possono essere previsti periodi di sospensione o accadono interruzioni che finiscono con aumentare la durata complessiva degli incontri.
-
Il mediatore familiare riferisce a qualcuno di quanto emerge nei colloqui di mediazione?
- Risponde il Centro Studi e Documentazione Regionale sulla Mediazione Familiare in Emilia Romagna del Centro per le Famiglie di Ravenna
-
No, il mediatore familiare è tenuto al più rigoroso rispetto del segreto professionale nei confronti di chiunque altro si interessi a qualunque titolo della separazione in questione, sia esso parente, avvocato, insegnante o altro.
-
E' possibile avere assistenza legale gratuita in caso di separazione, se ci sono condizioni economiche difficili?
- Risponde il Servizio di Consulenza Legale del Centro per le Famiglie di Ferrara
-
Esiste la possibilità, per le persone che si trovino in difficoltà economiche e quindi nell'incapacità di far fronte alle spese legali, di usufruire del servizio di GRATUITO PATROCINIO. Per avere la lista degli avvocati che svolgono questa attività occorre rivolgersi alla Cancelleria competente presso il Tribunale del Comune di residenza. Occorrerà poi contattare un avvocato della lista, tra quelli che si occupano di diritto di famiglia, che fornirà tutte le informazioni sul percorso da seguire per avere il gratuito patrocinio.
-
Dopo quanto tempo dalla separazione è possibile chiedere il divorzio?
- Risponde il Servizio di Consulenza Legale del Centro per le Famiglie di Ferrara
-
Trascorsi tre anni dalla separazione senza che sia intervenuta riconciliazione e/o convivenza more uxorio, è possibile proporre il ricorso per la pronuncia dello scioglimento del matrimonio civile o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.
-
Il mediatore familiare vede anche i bambini coinvolti nell'evento separativo?
- Risponde il Centro Studi e Documentazione Regionale sulla Mediazione Familiare in Emilia Romagna del Centro per le Famiglie di Ravenna
- No, secondo l'indirizzo del Centro civico di Milano che ha curato la formazione dei mediatori familiari che operano all'interno dei Centri per le Famiglie dell'Emilia-Romagna, il mediatore familiare incontra esclusivamente i genitori; solo in casi del tutto eccezionali, se i genitori sono d'accordo e solo se i figli sono adolescenti, il mediatore familiare può valutare l'opportunità di incontrarli.
