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Astensione facoltativa dal lavoro e congedi parentali

Cos'è:
Per congedo parentale si intende la possibilità da parte di entrambi i genitori naturali di astenersi dal lavoro facoltativamente e contemporaneamente entro i primi 8 anni di vita del bambino .
(Testo Unico Dlgs n.151 del 26.03.2001).
Nel caso di parto plurimo il Testo Unico prevede il diritto al congedo parentale per ogni bambino.

Hanno diritto al congedo parentale:
- I lavoratori e le lavoratrici dipendenti (esclusi quelli a domicilio o gli addetti ai servizi domestici),
- Le madri lavoratrici autonome,
- I lavoratori a progetto e iscritti alla gestione separata dell'Inps e in generale i lavoratori con contratti precari,
- I genitori adottivi o affidatari.
Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto in quanto non occupato o perchè appartenente ad una categoria diversa dai quella dei lavoratori
subordinati.
Una innovazione importante è data dalla possibilità della fruizione contemporanea del congedo parentale da parte dei due genitori, inoltre il padre può utilizzare il proprio periodo di congedo parentale durante il periodo di congedo di maternità della madre e mentre la madre usufruisce dei riposi giornalieri per l'allattamento.

Durata massima del congedo parentale:
I congedi parentali non possono complessivamente eccedere il limite di 10 mesi.
- Alla madre compete, trascorso il periodo di congedo obbligatorio di maternità, un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi.
- Al padre compete un periodo facoltativo continuativo o frazionato non superiore ai 6 mesi elevabile a 7 se questi fruisce del congedo parentale per almeno 3 mesi.
- Se il padre fruisce del congedo parentale (continuativo o frazionato) per almeno 3 mesi il periodo complessivo dei congedi per i genitori è elevato a 11 mesi; la madre non può comunque usufruire dell'assenza facoltativa per più di 6 mesi e il padre può astenersi facoltativamente dal lavoro per 7 mesi a patto che la madre si astenga per soli 4 mesi. Il limite complessivo non può comunque superare 11 mesi.
- Le lavoratrici autonome hanno il diritto a fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l'anno di vita del bambino.
- La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità accertata hanno il diritto al prolungamento  del congedo parentale, o in alternativa, ad un permesso giornaliero retribuito di una o due ore (a seconda della durata dell'orario di lavoro) fino al terzo anno di età del bambino; tre giorni di permessi mensili retribuiti, fruibili anche in maniera continuativa , oltre il terzo anno di età del bambino.  
- I genitori adottivi o affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall'ingresso del minore nel nucleo familiare indipendentemente dall'età del bambino e comunque non oltre il compimento della maggiore età.

L'insorgere di malattie durante il periodo di congedo parentale interrompe il periodo stesso con conseguente slittamento della scadenza e fa maturare il trattamento economico relativo alle assenze per malattia.
E' evidente che in tal caso occorrerà inviare all'azienda il relativo certificato medico e comunicare esplicitamente la volontà di sospendere il congedo per la durata del periodo di malattia ed eventualmente spostarne l'utilizzo.

Cosa occorre:
Il genitore richiedente deve allegare alla domanda da presentare al datore di lavoro :
- Certificato di nascita o dichiarazione sostitutiva, (i genitori adottivi o affidatari sono tenuti a presentare il certificato di stato di famiglia che includa il nome del bambino ed il provvedimento di affidamento o adozione);
- Dichiarazione non autenticata di responsabilità dell'altro genitore da cui risulti il periodo di congedo eventualmente fruito per lo stesso figlio; nella dichiarazione occorre indicare il proprio datore di lavoro o la condizione di non avente diritto al congedo;
- Analoga dichiarazione non autenticata di responsabilità del genitore richiedente relativa ai periodi di astensione eventualmente già fruiti per lo stesso figlio;
- Impegno di entrambi i genitori a comunicare le variazioni successive.
Ai fini dell'esercizio del diritto al congedo parentale, i genitori lavoratori devono preavvisare, salvo casi di oggettiva impossibilità, il datore di lavoro secondo le modalità previste dai rispettivi contratti collettivi e, comunque, con un periodo di preavviso non inferiore ai quindici giorni.

Inoltre la domanda va inoltrata per via telematica anche all 'INPS, collegandosi al sito www.inps.it, oppure tramite i Patronati.

Data ultimo aggiornamento:
12/09/2012
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