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Famiglia di fatto - convivenza


Accanto alla famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, si sono sviluppati negli ultimi trent'anni, soprattutto dopo l'approvazione della legge sul divorzio, altri modi di fare famiglia. Molte coppie decidono infatti di convivere, senza sposarsi, o per libera scelta o perché uno o entrambi i componenti vengono da un'esperienza matrimoniale precedente. Si formano in questo modo le cosiddette famiglie di fatto.

Con il matrimonio i coniugi acquisiscono diritti e doveri stabiliti dalla legge. Le coppie di fatto invece, per poter far valere alcuni di questi diritti, devono dimostrare di vivere "more uxorio". L'unico documento che attesta legalmente la convivenza è il certificato di stato di famiglia che deve essere richiesto all'ufficio anagrafe del comune di residenza; ai fini anagrafici la famiglia è definita dall'art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989. La legge prevede inoltre che i conviventi possano attestare questa loro condizione anche per mezzo di un'autocertificazione.

Il certificato che attesta la convivenza è utile ad esempio per l'assegnazione di un alloggio popolare o per ottenere congedi lavorativi. Infatti la legge n. 53/2000 sui congedi parentali, riconosce al lavoratore e alla lavoratrice il diritto a un permesso retribuito di tre giorni all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purchè la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica.

Anche se le famiglie di fatto sono in costante aumento, la normativa in proposito è limitata. Sono state emesse invece numerose sentenze da cui vengono tratti i principi fondamentali di orientamento in materia.
E' opportuno precisare che tra conviventi non coniugati:

  • in caso di decesso non si può ottenere la pensione di reversibilità;
  • in caso di "separazione" non si ha alcun diritto al mantenimento;
  • si può ereditare solo per testamento, fatta salva la quota spettante agli eredi legittimi quali i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle;
  • non è possibile scegliere il regime patrimoniale della comunione dei beni (cointestando i vari beni immobili e stabilendo contrattualmente determinate regole di convivenza, si possono ugualmente ottenere risultati se non identici, piuttosto simili).

Per quanto riguarda i figli, con l'entrata in vigore della nuova Legge n. 219 del 10 dicembre 2012 "Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali" vengono modificati alcuni istituti del diritto successorio e del diritto di famiglia. In particolare è stata superata ogni ineguaglianza normativa tra figli legittimi e figli naturali, stabilendo l'unicità dello staus di "figlio" e riformulando la relazione con i parenti in caso di eredità.

La nuova normativa introduce il concetto di responsabilità genitoriale che sostituisce quello di potestà e che viene esercitata da entrambi i genitori, se entrambi lo hanno riconosciuto e sono conviventi o dal genitore che convive con il figlio, anche se è stato riconosciuto sia dal padre che dalla madre o dal genitore che lo ha riconosciuto per primo, se nessuno dei due genitori convive con il figlio. Qualora si interrompa la convivenza, i genitori affronteranno un unico giudizio davanti al Tribunale Ordinario competente per stabilire l'affidamento dei figli e per definire l'assegno di mantenimento.

Il Decreto Legislativo 151/2001 che tutela la maternità e la paternità riconosce ad entrambi i genitori anche naturali, adottivi o affidatari, il diritto individuale al congedo parentale.

La nuova legge sulle adozioni non prevede per una coppia convivente la possibilità dell'adozione, a meno che la convivenza duri da tre anni e vi sia l'impegno al matrimonio.

Per quanto riguarda invece le convivenze omosessuali, queste ancora nel nostro paese non vengono riconosciute neppure sotto forma di famiglie di fatto, nonostante una raccomandazione del Parlamento Europeo (risoluzione A3-0028/94) inviti gli stati membri ad abolire ogni disparità di trattamento delle persone con orientamento omosessuale.
Nel marzo 2005 è nata in Italia una Associazione genitori omosessuali, Famiglie Arcobaleno, che tra i suoi obiettivi include la promozione di un cambiamento culturale, sociale e politico, a favore di un allargamento del concetto di famiglia, che comprenda nuove realtà già esistenti, in un panorama di costante evoluzione.

Data ultimo aggiornamento:
10/10/2013
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