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Le città dei bambini e delle bambine

I progetti comunali “La città dei bambini e delle bambine”, “Città bambina”, “Città amica dei bambini e delle bambine” rientrano in un progetto più complessivo strutturato su diversi livelli.

Perché il progetto
Nelle città italiane - secondo una ricerca dell'UNICEF - ci sono almeno un milione di bambini che vivono in condizioni di difficoltà economica.
Un numero altrettanto grande di bambini vive altre forme di disagio ed emarginazione: la solitudine in famiglie monoparentali, l'isolamento dovuto al tipo di abitazione e alla insostenibile organizzazione di tempi e spazi nelle città, la mancanza di luoghi di incontro e socializzazione.
I progetti "Le città dei bambini e delle bambine" puntano quindi a sostenere le città per aiutare gli amministratori a modificare le politiche di gestione dell'ecosistema urbano assumendo i più piccoli a indicatori della qualità urbana e le esigenze e i bisogni dell'infanzia come parametri per la promozione di uno sviluppo sostenibile.
L'obiettivo principale di tali progetti è il coinvolgimento diretto dei bambini e dei ragazzi, per dar voce ai loro pensieri, alle loro idee e tenendo in considerazione il loro punto di vista.
I bambini non devono restare invisibili a livello politico, l'interesse del bambino deve diventare il principio direttivo di ogni azione che riguardi direttamente e indirettamente il bambino stesso.
Alcune idee di intervento
La qualità urbana riferita ai bambini è fatta di cose concrete e materiali: spazi e tempi per una libera circolazione e per il gioco, servizi sanitari ed educativi, un ambiente sano, opportunità culturali e di espressione necessarie alla formazione ed alla partecipazione.
Le città più amiche dell'infanzia dovranno:

  • destinare una quota degli interventi generali da esse programmati ad iniziative destinate alle bambine e ai bambini
  • ripensare i servizi per l'infanzia
  • utilizzare al meglio tutti gli spazi destinati permanentemente all'educazione
  • organizzare aree di gioco più sicure, più colorate, aperte alla progettazione partecipata
  • istituire consigli di ragazzi o forme analoghe di consultazione e di discussione
  • prevedere piani urbani del traffico e della mobilità con aree protette pedonali
  • promuovere attività di educazione ambientale nella direzione dello sviluppo sostenibile per aiutare processi di identificazione tra i bambini, il territorio e la città e per incentivare comportamenti di tutela
  • promuovere la riqualificazione e l'utilizzo nei quartieri di spazi da destinare alla socializzazione.


A Modena alcuni di questi obiettivi si sono tradotti in esperienze concrete, come ad esempio il “Mercantingioco”

Informazioni
Ufficio Città educativa - Progetti per l’infanzia e l’adolescenza
Tel. 059/2034341 
E-mail: milena.lodi@comune.modena.it
Referente Milena Lodi

Data ultimo aggiornamento:
03/11/2011
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