Tempo pieno: il ministro Moratti ci ripensa (28 dicembre 2003)
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Il ministro Moratti modifica il decreto attuativo della riforma della scuola e reintroduce il tempo pieno e quello prolungato. Ma i sindacati ribattono che oltre ai progetti ci vogliono le coperture economiche mentre i genitori si spaccano a metà: per il Coordinamento genitori democratici nonostante le "aperture" il progetto educativo è danneggiato, mentre Agesc e Age sono soddisfatti.
Dopo la protesta dei genitori che, in Emilia Romagna, ha visto la nascita di numerosi comitati locali a sostegno del tempo pieno, il ministro Moratti è tornato su suoi passi e ha reintrodotto il tempo pieno e quello prolungato, assenti nella prima bozza di decreto da lei licenziato. Il ministro, nei giorni scorsi ha portato infatti all'esame della Conferenza unificata stato-regioni-autonomie locali, un nuovo testo in cui conferma anche per il 2004/2005 i posti già attivati quest'anno per la copertura del maggior orario anche se cancella la norma che prevede il doppio organico.
Il provvedimento, così riformulato ha ottenuto il via libera della Conferenza e attualmente è all'esame della commissione cultura di camera e senato che dovranno esprimersi entro il 19 gennaio. Le novità salienti del provvedimento riguardano le modalità di realizzazione delle attività educative e didattiche: le scuole elementari potranno ampliare il tempo scuola per includervi l'assistenza da parte degli insegnanti durante il tempo mensa, che potrà estendersi fino a un massimo di 330 ore annue. Gli istituti potranno poi organizzare altre attività complementari fino a un massimo di 99 ore all'anno: la frequenza da parte degli studenti sarà obbligatoria e gratuita. Per le medie il tempo prolungato sarà di 231 ore comprensivo di mensa.
Il nuovo testo non incontra la soddisfazione dei sindacati per cui manca la legge di spesa preventiva e divide le associazioni dei genitori: da un lato l'Agesc, l'associazione genitori scuole cattoliche ritiene che il nuovo schema sia valido e che la maggior flessibilità permetta alle famiglie di orientarsi a secondo dell'offerta formativa mentre l'Age, si dice soddisfatta delle modifiche apportate anche se non ritiene la legge la "migliore possibile". Sul fronte opposto invece si schierano il Coordinamento dei genitori democratici e il Coordinamento nazionale in difesa del tempo pieno e prolungato del Cesp di Bologna che ammettono il fatto che comunque un'apertura ci sia stata ma che questo non abbia cambiato la filosofia della riforma, che vede una riduzione complessiva del tempo scuola.
Il provvedimento, così riformulato ha ottenuto il via libera della Conferenza e attualmente è all'esame della commissione cultura di camera e senato che dovranno esprimersi entro il 19 gennaio. Le novità salienti del provvedimento riguardano le modalità di realizzazione delle attività educative e didattiche: le scuole elementari potranno ampliare il tempo scuola per includervi l'assistenza da parte degli insegnanti durante il tempo mensa, che potrà estendersi fino a un massimo di 330 ore annue. Gli istituti potranno poi organizzare altre attività complementari fino a un massimo di 99 ore all'anno: la frequenza da parte degli studenti sarà obbligatoria e gratuita. Per le medie il tempo prolungato sarà di 231 ore comprensivo di mensa.
Il nuovo testo non incontra la soddisfazione dei sindacati per cui manca la legge di spesa preventiva e divide le associazioni dei genitori: da un lato l'Agesc, l'associazione genitori scuole cattoliche ritiene che il nuovo schema sia valido e che la maggior flessibilità permetta alle famiglie di orientarsi a secondo dell'offerta formativa mentre l'Age, si dice soddisfatta delle modifiche apportate anche se non ritiene la legge la "migliore possibile". Sul fronte opposto invece si schierano il Coordinamento dei genitori democratici e il Coordinamento nazionale in difesa del tempo pieno e prolungato del Cesp di Bologna che ammettono il fatto che comunque un'apertura ci sia stata ma che questo non abbia cambiato la filosofia della riforma, che vede una riduzione complessiva del tempo scuola.
