Il bullismo spiegato dalle fiabe
Le fiabe per affronatre il bullismo, è il titolo del nuovo libro di Maria Calabretta, uno strumento di prevenzione per genitori e insegnanti.
"Il bullo è un personaggio ricorrente in molte favole. E' l'antagonista per definizione che ritroviamo in molte storie in cui sono protagonisti orchi, tiranni o streghe. Un nuovo libro ripropone oggi una galleria di nuovi "bulli". "Le Fiabe per affrontare il bullismo" è frutto dell'esperienza educativa di Maria Calabretta, docente di scuola primaria e dottoranda in Scienze psicologiche e pedagogiche all'università Federico II di Napoli.
La docente propone un modo alternativo per guardare al fenomeno: "Di manuali sul bullismo - spiega - ce ne sono anche troppi. L'obiettivo era abbandonare l'approccio teorico, tracciare per gli educatori un cammino da battere nella pratica scolastica quotidiana, parlare ai ragazzi nella loro stessa lingua".
Una novità soprattutto metodologica. Ma anche un contributo per tracciare l'identikit di "vittime" e "carnefici" e decodificare i segnali di disagio dietro ai banchi. Sono 14 fiabe, tutte illustrate in bianco e nero e seguite da una breve interpretazione. Il fine? Stimolare il pensiero dei ragazzi alla ricerca di azioni capaci di trasformare l'aggressività in non violenza. "I veri autori del libro sono stati i bambini. E' dall'osservazione dei loro atteggiamenti e dai loro suggerimenti che sono nati i miei personaggi", commenta l'autrice.
"Il bullo - è convinta l'autrice - si crede forte ma è la figura più debole. E' un leader negativo che domina sugli altri solo in virtù della sua capacità prevaricatrice, non del suo carisma". Se avete sempre pensato che il bullismo è un fenomeno tipicamente maschile, sbagliavate. Sembra infatti che anche tra le ragazze sia una piaga in espansione. E' molto più difficile da individuare, perché più subdolo, ma ancora più devastante per la vittima. "Il bullo è debole, prepotente ed esibizionista. La bulla è pettegola, invidiosa e sola. Le sue armi non sono la violenza fisica o l'estorsione, ma la calunnia e la tortura psicologica", spiega Calabretta. Come neutralizzarli?. "Non sono consapevoli del dolore che provocano nella vittima designata. Bisogna far rivivere loro le stesse emozioni che incutono negli altri. Non mettendoli alla gogna, però. Ma attraverso, per esempio, laboratori teatrali: sulla scena è più facile invertire i ruoli reali".
Stando agli ultimi dati del Censis, promotrice nel 2008 di un'indagine commissionata dal Ministero dell'Istruzione sul bullismo, i genitori che denunciano prepotenze di vario tipo all'interno delle classi frequentate dai propri figli sono il 49,9%. Il tasso più alto si registra nella scuola media, con il 59%. Si passa dalle offese ripetute (28,7%) agli scherzi pesanti e umiliazioni (25,9%), dall'isolamento (24,6%) a botte, calci e pugni (21,7%). Il 5,8% degli intervistati ha riferito che in classe vengono fatte riprese e sono diffuse umiliazioni tramite cellulare, mentre il 5,2% sa di insulti inviati attraverso sms o per e-mail.
L'importanza educativa del libro della Calabretta è evidente anche dalle azioni di contrasto intraprese a livello istituzionale contro ogni tipo di violenza. In questi giorni si è tenuta in tutta Italia la "Settimana contro la violenza". Un'iniziativa istituita grazie ad un Protocollo d’intesa tra il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Il 13 ottobre, inoltre, i due ministeri hanno firmato un bando di concorso per gli studenti incentrato proprio sul tema del contrasto alla violenza. I giovani potranno esprimersi come meglio credono attraverso un testo, un disegno, una scultura, un graffito o una composizione musicale."
Fonte: www.sophia.it
