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Influenza A/H1N1V alcuni consigli per "evitarla"

— scaduto

Il ministro dell’Istruzione Gelmini e il viceministro alla Salute Fazio hanno diffuso nelle scuole una lettera di raccomandazioni e consigli per evitare il contagio.

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio hanno diffuso nelle scuole un documento che contiene una serie di indicazioni che, studenti e personale scolastico, dovrebbero seguire per evitare il contagio dell’influenza da virus A/H1N1V. Si tratta di raccomandazioni di tipo sanitario e amministrativo per le scuole e di buoni consigli di igiene per i nostri ragazzi.
Semplici norme igieniche
Una cosa semplice ma molto efficace da fare noi stessi e da insegnare ai nostri figli, è lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per evitare di portare alle mucose germi e batteri che potremmo avere inavvertitamente toccato. E comunque è consigliato lavarsi anche dopo aver tossito o starnutito per non trasmettere a nostra volta batteri o germi. E ancora, bisogna coprire la bocca e il naso quando si tossisce e si starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso.
Altre indicazioni che leggiamo nella lettera di raccomandazione sono: “Non consumare cibi, bevande già assaggiate da altri o da confezioni non integre; non mangiare utilizzando le posate di altri; non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso scolastico e/o comune.
E se ci si ammala?
I due ministri raccomandano ai genitori di tenere a casa i bambini quando sono malati. Si legge sul documento diffuso: “Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale (generalmente febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte, vomito e/o diarrea) devono responsabilmente rimanere a casa nel proprio ed altrui interesse, ed è consigliabile contattare il proprio medico o pediatra di famiglia, quando i sintomi persistono o si aggravano” E questo “per evitare l’insorgenza di complicanze dell’influenza per la persona che ne è affetta; evitare di contagiare altre persone (tra cui persone che appartengono a categorie a rischio di sviluppare gravi sequele); limitare e/o circoscrivere il diffondersi dell’evento morboso”.
La riammissione dei bambini alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre, salvo diversa indicazione da parte del medico. “Tale periodo leggiamo - tuttavia, varia a seconda del quadro clinico e della scomparsa della febbre. Pertanto, si raccomanda di mantenere il flusso informativo tra amministrazione scolastica, ASL, medici e pediatri curanti e genitori in maniera più coerente possibile”.
Ed importantissimo: “Poiché è stato evidenziato, tramite test di laboratorio, che i bambini in particolare possono eliminare, attraverso le secrezioni respiratorie, il virus influenzale oltre le 24 ore dalla scomparsa della febbre, seppure con frequenza minore rispetto agli individui febbrili, è raccomandata comunque, al ritorno a scuola, la corretta applicazione della gestione delle secrezioni respiratorie e l’igiene delle mani, per limitare il più possibile il contagio di persone appartenenti a categorie a rischio di complicanze”.
Nei casi estremi tutti a casa da scuola
In caso di picchi o di focolai diffusi di influenza pandemica da virus AH1N1v raccomandano i due ministri: “ potranno essere implementate misure per limitare gli ‘assembramenti’ e, secondo le indicazioni della ASL competente, si valuterà, da parte dei Dirigenti scolastici, la possibilità di posporre gite scolastiche, eventi e altre manifestazioni che assemblino più classi/istituti scolastici nei periodi di picco della patologia”. Fino ad arrivare alla chiusura mirata delle scuole. Spiegano i ministri Fazio e Gelmini: “ I vantaggi della chiusura delle scuole appaiono decisamente modesti in relazione ai problemi sociali, sanitari e di sicurezza che si verrebbero a creare. La chiusura può invece mantenere un significato di opportunità in presenza di un andamento particolarmente grave dei casi di malattia. Tali situazioni, ad oggi a bassissima probabilità di accadimento, saranno valutate al momento ed potranno essere, eventualmente, oggetto di ulteriori indicazioni. Su segnalazione delle autorità sanitarie - ASL, e previa adeguata valutazione del rischio, il Sindaco del Comune ove è sita la scuola, d’intesa con il dirigente scolastico, può determinare la sospensione in tutto o in parte delle attività didattiche per gli studenti o la possibile chiusura della scuola. La durata della sospensione delle attività didattiche o della chiusura della scuola dipenderà dalla gravità e dall’estensione della malattia.
Le scuole, per le quali sarà disposta la sospensione dell’attività didattica, potranno comunque rimanere accessibili agli insegnanti e al personale, per facilitare la continuità dell’insegnamento, anche se con altre modalità”.

Raccomandazioni del Ministero

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