La Regione stanzia 7 milioni a favore della scuola
La Regione Emilia Romagna ha stanziato 7 milioni a sostegno della scuola. In particolar modo 4 milioni sono destinati in azioni al servizio del sistema scolastico, come handicap e stranieri, mentre i restanti 3 saranno stanziati a favore dell’autonomia scolastica.
In una situazione di tagli di risorse, la qualità scolastica rischia di risentirne pesantemente, per questo la Regione ha proposto, attraverso il tavolo del "Patto per attraversare la crisi", un intervento congiunto tra enti locali e parti sociali per garantire gli standard ai quali la nostra regione rimane affezionata. Scuole, enti locali, volontariato, associazionismo, privato sociale, organizzazioni sindacali collaboreranno per garantire servizi e qualificare le risorse.
Il ruolo della Regione, non è sostitutivo nei confronti del Governo e non interverrà laddove la responsabilità non è di competenza regionale ma ministeriale, per esempio nella gestione del personale, ma interverrà per garantire l’autonomia come garanzia di qualità.
"Le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione, in accordo con gli enti locali, saranno utilizzate per sostenere progetti innovativi e di eccellenza e per sviluppare i rapporti fra scuole ed enti locali e quindi utilizzare al meglio le risorse. Ma anche per creare le condizioni affinché altri soggetti, pubblici e privati, possano far convergere risorse, finanziarie e non, per la realizzazione delle attività.
Le priorità individuate dalla Regione su cui le scuole dovranno realizzare i progetti riguardano:
- la gestione delle differenze (per dare sostegno ai ragazzi di 15 anni senza titolo di terza media; ad allievi con differenziate necessità di studio e di apprendimento e con difficoltà specifiche, ad esempio stranieri con scarsa conoscenza dell’italiano; ad alunni in situazioni socio-famigliari critiche; azioni di stimolo per gli studenti "eccellenti");
- la diffusione della cultura tecnico scientifica (agevolando la messa in rete di laboratori e di competenze da parte delle scuole per favorire l’utilizzo integrato delle strutture);
- l’accesso alle risorse del territorio (fruibilità didattica di musei e biblioteche; facilitazione ai servizi di trasporto per favorire la mobilità degli studenti; disponibilità delle imprese a costruire processi di alternanza e a mettere le proprie competenze al servizio delle scuole; utilizzo delle competenze presenti nei centri di ricerca, nelle università e nei centri di documentazione educativa; ottimizzazione delle relazioni con l’associazionismo culturale)."
Fonte: Ermes
