Tornano anche nel 2010 gli assegni per i nidi privati d’infanzia
La Regione Emilia Romagna ha stanziato 3 milioni di euro da suddividere per i 38 Comuni capo distretto sulla base della stima del fabbisogno delle famiglie e dei posti disponibili nei nidi privati del territorio.
Il costo del nido privato incide troppo sul bilancio familiare? Ci pensa il Comune. Tornano infatti, anche per il 2010 i buoni, del valore massimo di 250 euro al mese, a disposizione delle famiglie che per necessità si vedono costrette a rivolgersi ai nidi privati autorizzati: micronidi, sezioni primavera, nidi part time, nidi aziendali, piccoli gruppi educativi ed educatrici domiciliari che garantiscano un tempo di frequenza minimo di sei ore giornaliere, i pasti e un minimo di apertura di 190 giorni all’anno.
A stanziare i fondi è la Regione Emilia-Romagna (che in questo modo intende contribuire all’aumento della percentuale di bambini inseriti nei nidi di infanzia come richiesto dall’Unione europea nell’ambito della strategia per l’occupazione) che ha erogato 3 milioni di euro proprio per aiutare i genitori a mantenere il lavoro anche dopo la nascita di un figlio. L’intervento che ricorderete era stato avviato già nel 2009, viene realizzato grazie al contributo del Fondo sociale europeo ed è garantito anche per il 2011.
"Attraverso la collaborazione interistituzionale fra Comuni e Regione si attiva un sostegno importante per le famiglie della nostra regione - dice l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Sedioli - l’obiettivo è rimuovere gli ostacoli e le discriminazioni dovute alle difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro".
Ora spetta ai 38 Comuni capo distretto per le politiche educative e sociali, presentare la domanda per richiedere i voucher, sulla base della stima del fabbisogno delle famiglie e dei posti disponibili nei nidi privati del proprio territorio.
Le famiglie candidate ad ottenere l’assegno sono quelle in cui entrambi i genitori (o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali) sono occupati: un requisito, quello dell’occupazione, che deve essere garantito per tutto il periodo in cui si beneficia dell’assegno. Il nucleo famigliare richiedente deve avere un indicatore Isee non superiore a 35 mila euro e, naturalmente, risiedere in Emilia-Romagna.
