Diminuiscono gli studenti che scelgono la lezione di religione
Nelle scuole italiane il 9% dei ragazzi non frequenta l’ora settimanale, in Emilia Romagna il dato sale al 16,6%
Negli ultimi mesi si è parlato tanto dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiana. Ma quanti sono i ragazzi che seguono queste lezioni e quelli invece che vi rinunciano? I dati pubblicati dalla Conferenza Episcopale Italiana dicono che negli ultimi 16 anni, gli studenti che seguono l’ora di religione sono scesi dal 93,5% dell’anno scolastico 1993/94 al 91% del 2008/09. Tradotta in numeri questa percentuale sta a dire che 9 bambini su 100 lasciano l’aula quando entra l’insegnante di religione e che in totale sono oltre 700 mila gli alunni che non seguono questa lezione.
A livello nazionale, i dati raccolti dalla Cei indicano che alla scuola materna la percentuale dei bambini che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica sono il 6,8%, mentre alla primaria l'incremento è del 5,8%. Nelle classi della secondaria di primo grado la percentuale si attesta al 7,3% mentre nelle secondaria di secondo grado il dato è del 14,7%.
Nelle regioni settentrionali la percentuale sale complice anche la forte presenza di alunni stranieri. Nella scuola dell'infanzia gli “esonerati” sono il 12,7%, alla primaria si scende al 9% e alla media al 12%. Percentuale che raddoppia però nelle scuole superiori dove si arriva a sfiorare il 25,5%.
Il numero di studenti che non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica è quindi maggiore nel centro-nord del paese, ma anche nei grandi centri urbani e negli istituti professionali. Con il 18,3% degli studenti che rinuncia alla religione a scuola, la Toscana è prima a livello nazionale seguita dall’Emilia Romagna con il 16,6% e dal Piemonte al 16,3%.
