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Sempre più bambini soffrono di allergie

— scaduto

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Federasma hanno realizzato un vademecum per genitori e figli con dieci regole d’oro per affrontare le malattie allergiche

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Federasma in occasione della Giornata nazionale del bambino allergico hanno pubblicato un vademecum con dieci regole per riconoscere, trattare e prevenire le malattie causate da allergia. Oltre che come guida per i genitori, il decalogo si propone anche come primo approccio per il bambino, perché possa imparare ed assimilare i comportamenti corretti con i quali gestire questi disturbi. Le allergie sono diventate negli ultimi anni una vera e propria malattia sociale. Nel nostro Paese, negli ultimi sessant’anni  la percentuale di popolazione allergica è triplicata: oggi il 30% degli italiani presenta  una qualche manifestazione allergica e questa percentuale include numerosi bambini e adolescenti. I dati evidenziano infatti come il 20% dei bambini in età scolare risulti particolarmente sensibile a polvere, polline e peli di animali. Circa il 10%, inoltre, soffre di asma, mentre l'8% dei bambini sotto i tre anni e il 2-6% della popolazione generale sono colpiti da allergie alimentari.
Cosa fare se il nostro bambino manifesta sintomi di allergia? Ecco i consigli degli esperti in materia:

1) Se si sospetta che il bambino possa soffrire di disturbi a contatto di una sostanze allergenica (come latte, uovo, acari della polvere di casa, pollini, ecc), deve essere consultato il pediatra.

2) Per la diagnosi di allergia vanno eseguite le prove cutanee (prick test) o il dosaggio sul sangue delle IgE specifiche per la sostanza sospetta. Se il disturbo è respiratorio devono essere effettuate le prove di funzionalità respiratorie (spirometria) per riconoscere l'asma bronchiale. Vanno invece evitate le indagini alternative (cosiddette prove di intolleranza) perché prive di validità scientifica

3) Al bambino allergico va evitato rigorosamente il contatto con il fumo di tabacco. Il fumo passivo in gravidanza, durante l'allattamento e negli ambienti chiusi favorisce la comparsa dell'allergia nel bambino a rischio; il fumo attivo negli adolescenti favorisce anche l'asma.

4) Il bambino con allergia accertata ad alimenti o a farmaci deve avere la garanzia di non assumere mai l'alimento o il farmaco in causa. Ne va della sua vita.

5) Al bambino allergico a sostanze presenti negli ambienti interni, come acari della polvere - dermatofagoidi, peli di gatto, deve essere garantito che gli ambienti, in particolare la camera da letto, siano ben arieggiati e sgombri da arredi (tendaggi, tappeti, moquette) difficilmente lavabili che favoriscono l'accumulo di polvere. Lo stesso deve valere anche per gli ambienti scolastici.

6) Per il bambino allergico ai pollini va consultato il calendario pollinico che indica i periodi "a rischio". In questi periodi si devono mettere in atto i  provvedimenti preventivi comportamentali (uso di mascherine, occhiali scuri, ecc) e farmacologici che permettano al bambino di vivere all'aria aperta.

7) Al bambino che ha già sofferto di reazioni gravi a contatto dell'alimento o del farmaco allergizzante o a seguito dei punture di insetti deve essere garantita la
fornitura gratuita del farmaco salvavita per prevenire lo shock anafilattico, che deve essere sempre disponibile e somministrato immediatamente al bisogno; sia il bambino sua la famiglia devono essere periodicamente istruiti sull'uso dello
strumento e sui successivi provvedimenti di pronto intervento.

8) Al bambino con grave malattia della pelle causate da allergia deve essere garantita la fornitura gratuita dei presidi terapeutici locali e sistemici necessari
al controllo della malattia stessa.

9) Il bambino ha il diritto di frequentare regolarmente tutte le attività ricreative, di gioco e sport, adeguate alla sua età, sotto il controllo di personale addestrato nello specifico.

10) Nella vita comunitaria del bambino, specie a scuola, vanno garantiti: ambienti interni ed esterni idonei, rigoroso rispetto del regime alimentare del bambino con documentata allergia ad un alimento, l'impiego di farmaci specifici,
prescritti e certificati, necessari alla cura quotidiana o in caso di emergenza, somministrati da personale opportunamente addestrato.

 

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