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Fecondazione eterologa assistita

L'infertilità è al giorno d'oggi un problema sempre più frequente: l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima attorno al 15-20% la percentuale di coppie sterili nei paesi avanzati e il fenomeno sembra destinato a crescere.
In Italia sono circa 18.000 all'anno le coppie a cui viene diagnosticata una causa di infertilità, cause che possono essere di origine femminile (mancata ovulazione, difetti tubarici, endometriosi, anomalie dell'utero…), o maschile (difetti congeniti del testicolo, varicocele, ostruzioni delle vie seminali, stress…). Deve essere di conforto il fatto che, almeno la metà delle coppie a cui è stata diagnosticata una causa di infertilità, può essere curata con successo.

L’insieme delle cure specifiche (chirurgiche o ormonali) e delle tecniche di fecondazione artificiale che permettono di ottenere una gravidanza aiutando meccanicamente il concepimento,  viene comunemente indicato con il termine di procreazione medicalmente assistita.
La fecondazione assistita o artificiale è invece il processo col quale si attua l'unione dei gameti artificialmente, come sotto la guida del microscopio (inseminazione artificiale, Gift, Fivet…).

Nel settembre 2014 la Regione Emilia-Romagna ha adottato, con delibera n. 1487/2014, le linee guida per la fecondazione eterologa in seguito alla dichiarazione di illegittimità, da parte della Corte Costituzionale, del divieto di fecondazione eterologa contenuto nell’articolo 4, comma 3, della legge legge n. 40 del 19 febbraio 2004 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita).

Considerato che il Governo ha ritenuto di non intervenire con un proprio provvedimento normativo in una materia così delicata per le sue implicazioni etiche lasciando tale competenza al Parlamento, le Regioni e le Pubbliche Amministrazioni hanno condiviso la responsabilità di fornire indirizzi operativi ed indicazioni cliniche omogenee al fine di rendere immediatamente esigibile un diritto costituzionalmente garantito su tutto il territorio nazionale. È stato pertanto concordato di definire, in attesa che il Parlamento legiferi in materia, un accordo interregionale che verrà recepito dalle singole Regioni e dalle Pubbliche Amministrazioni,il quale avrà valenza transitoria, ma che permetterà comunque alle coppie che ne faranno richiesta di poter accedere alla fecondazione eterologa.
La delibera definisce le modalità di erogazione delle prestazioni assistenziali per la fecondazione eterologa e i criteri di autorizzazione delle strutture sanitarie regionali. Vengono definiti i criteri di selezione dei donatori e dei riceventi, gli esami infettivologici e genetici da effettuare, il numero di donazioni che un donatore o donatrice può effettuare, le regole sull’anonimato dei donatori, i criteri di esecuzione della fecondazione eterologa, la tracciabilità delle donazioni.

Attualmente i centri autorizzati per le tecniche di procreazione medicalmente assistita, presenti in Emilia-Romagna, sono ventuno: dieci pubblici (dei quali quattro di primo livello e i restanti di secondo-terzo livello) e undici privati (quattro di primo livello e i restanti di secondo-terzo livello).

Data ultimo aggiornamento:
30/09/2014
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