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Il parto


Parto fisiologico

E' il parto tradizionale per antonomasia che si svolge in casa, in ospedale o in cliniche specializzate.
In diverse strutture pubbliche emiliano romagnole, le grandi sale travaglio sono state sostituite da piccole sale attrezzate, individuali o a due posti dove, la partoriente, accompagnata dal marito o da una persona di sua scelta trascorre la fase del travaglio e partorisce assistita da ostetrica e ginecologo. Nella stessa stanza la donna trascorrerà la fase post parto e, se lo vorrà e se il neonato sarà pronto, potrà attaccarlo al seno.
Non tutte le realtà territoriali sono uguali, e sono ancora molti gli ospedali dove le sale travaglio ospitano più partorienti e dove la fase finale viene effettuata in sala parto. Anche in questo caso, come vuole la legge regionale n.26 11/08/98 "Norme per il parto nelle strutture ospedaliere, nelle case di maternità e a domicilio" , una persona può restare accanto alla donna durante il travaglio e il parto, così come la puerpera, non viene riportata subito in camera, ma rimane in un locale attiguo per un paio d'ore dove, se vuole e sempre se il neonato sarà pronto, potrà iniziare l'allattamento.
Ci sono poi alcune strutture pubbliche che mettono a disposizione delle partorienti una o più stanze, arredate come una normale camera di casa dove la gestante può partorire con i propri cari accanto (non c'è l'obbligo di un solo accompagnatore) e il supporto di una ostetrica.

Parto cesareo
Al parto cesareo si fa ricorso in caso di gravi urgenze o situazioni particolari che potrebbero determinare sofferenza o lesioni alla madre o al bambino. Quando non c'è il carattere dell'urgenza (es. per i podalici), il cesareo si programma e si fissa una data da una settimana a una decina di giorni antecedente la data presunta del parto. In questi casi è possibile richiedere che il cesareo sia praticato con analgesia peridurale o spinale, una pratica che consente alla mamma di essere partecipe, di vedere subito il suo bambino e di attaccarlo al seno, non appena completate le operazioni di sutura.
L'eccessivo ricorso al taglio cesareo in Italia ha portato il Governo, il 16 dicembre 2010, a sancire un accordo nazionale relativo alle "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo".

Parto in analgesia

Sta prendendo piede in molte strutture pubbliche, anche se con qualche difficoltà dovuta all'organizzazione del lavoro (non c'è ancora purtroppo un servizio di anestesia proprio del reparto di ostetricia), il parto naturale in analgesia che come dice la parola, si effettua in tutto e per tutto come un tradizionale parto fisiologico ma che, grazie all'anestesia peridurale (un catetere rilascia lentamente dell'analgesico nella parte lombare della colonna vertebrale) o spinale (l'analgesico viene iniettato con una sola somministrazione nella colonna vertebrale tra due vertebre) consente di ridurre notevolmente il dolore della partoriente.
Questo tipo di parto, visto l'utilizzo di anestesia, necessita di una serie di esami preventivi che vanno concordati con i medici della struttura.
Di recente sta prendendo piede, anche se in modo ancora limitato, il parto indolore con agopuntura.

Parto in acqua
Il parto in acqua viene praticato o da chi decide di partorire a casa oppure presso alcune strutture pubbliche e private. Il travaglio e il parto avvengono di solito in una piccola piscina con acqua tra i 25 e i 30 gradi. Le condizioni del feto vengono monitorate attraverso un rilevatore subacqueo posto sul ventre materno. Il piccolo appena nasce rimane per qualche secondo sott'acqua per poi emergere ed iniziare così a respirare.
Attualmente, il parto in acqua, viene eseguito nelle strutture ospedaliere di Bentivoglio (BO), Porretta Terme (BO), Carpi (MO), Mirandola (MO), Sassuolo (MO), Fiorenzuola D'Arda (PC), Piacenza, Lugo di Romagna (RA), Reggio Emilia.

Parto in casa
Un tempo si partoriva in casa, assistiti dall'ostetrica del paese e dalle donne della famiglia. Quando ormai il parto casalingo sembrava esiliato alla sola fiction ecco che, partorire tra le mura domestiche, ritorna di grande attualità.
Sono sempre più numerose anche nella nostra regione le donne che scelgono di avere il loro bambino in un ambiente familiare, tranquillo, con i propri cari accanto.
Certo che, per affrontare un parto a casa è necessario avere avuto una gravidanza senza problemi, non essere soggetta a patologie, partorire tra la 39esima e la 41esima settimana, disporre di un ospedale vicino cui ricorrere in caso di complicazioni e, prima di tutto, occorre una ostetrica che ti prenda in carico fin dall'inizio della gravidanza.
E' l'articolo 5 della Legge Regionale n.26 dell'11.08.1998: Modalità organizzative del parto a domicilio, che specifica tutte le regole per il parto in casa compreso anche un rimborso della spesa che tale scelta comporta.

Chi desidera partorire in casa, può rivolgersi a:

  • Casa Maternità e Associazione culturale Il Nido, via delle Borre 9 Bologna, tel.051/6350911
  • Consultorio Familiare ASL, via Pintor 1/a Parma, telefonare da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.30 al  0521.393654 o al mercoledì dalle 14.30 alle 16.30 al 0521.393652
  • Le Nove Lune srl, Via Pietro Bembo n.6, Serravalle - Repubblica di San Marino, tel.e fax.0549-961429.
Data ultimo aggiornamento:
25/08/2011
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