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Nidi d'infanzia
L'organizzazione dello spazio, dei tempi di vita, la possibilità di sperimentarsi in attività di gioco costituiscono i percorsi privilegiati lungo i quali i bambini trovano occasioni per conoscersi e acquisire coscienza di sé. Il nido d'infanzia è organizzato in sezioni che possono corrispondere alle fasce di età (sezione piccoli o lattanti, dai 3 ai 15 mesi; sezione medi o semidivezzi, dai 15 ai 24 mesi; sezione grandi o divezzi, dai 24 ai 36 mesi) oppure possono essere miste (con bambini di diversa età). Vi sono inoltre le "Sezioni Primavera" che accolgono bambini da 24 a 36 mesi e che pur rimanendo sezioni del nido, sono aggregate a scuole dell'infanzia o ad altri servizi educativi o scolastici. Esistono anche esperienze di nidi d'infanzia part time, con una sola classe mista di bambini dai 16 ai 36 mesi, che accolgono piccoli per cinque ore al giorno ed includono il pasto. Generalmente il nido d'infanzia è aperto dall'inizio di settembre alla fine di giugno, con interruzioni a Natale, a Pasqua e nei giorni di festività civile e religiosa. Di norma è un servizio a tempo pieno con orari e possibilità di frequenza diversificati. E' possibile fare richiesta di prolungamento dell'orario pomeridiano, per esigenze organizzative. Per frequentare un nido d'infanzia comunale, privato o convenzionato, viene richiesta una retta di frequenza differenziata in fasce a seconda del reddito dei genitori. Prima dell'inserimento le educatrici incontrano entrambi i genitori per un colloquio che serve per conoscersi, per presentare il proprio figlio o figlia e per soddisfare ogni utile curiosità o richiesta sull'organizzazione del nido. Nelle prime settimane di frequenza è prevista la fase dell'inserimento che prevede l'accompagnamento graduale del primo distacco del bambino attraverso la presenza al nido del genitore o altra figura di riferimento: l'inserimento consente al bambino di ambientarsi negli spazi e di trovare gradualmente nell'educatore un riferimento sicuro che lo aiuti a familiarizzare con tutte le novità del luogo. Ogni nido organizza gli inserimenti all'inizio dell'anno scolastico secondo modalità e calendari propri che vengono comunicati alla famiglia. La famiglia, riconosciuta come primo luogo di educazione dei figli, collabora attivamente al progetto educativo del nido. A tal fine le educatrici curano la comunicazione quotidiana con i genitori, sono disponibili per colloqui individuali periodici e convocano riunioni di sezione o assemblee per discutere il progetto educativo insieme ai genitori. La "gestione sociale" rappresenta un ambito particolare della partecipazione nel quale il genitore è chiamato a rivestire un ruolo attivo di portavoce e rappresentante degli altri genitori, è coinvolto in processi decisionali che riguardano aspetti della vita del Nido e contribuisce alla soluzione di problematiche che via via si presentano alla discussione. Negli ultimi anni, accanto ai nidi d'infanzia comunali, sono sorte numerose esperienze private e convenzionate. Di recente la legge ha consentito anche la realizzazione di micro-nidi aziendali e di micro-nidi familiari. La recente Legge Regionale n. 6/2012 "Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia" che ha modificato la legge regionale L. R. n. 1/2000, attraverso la Delibera 85/2012 è interventuta per ridefinire i requisiti strutturali ed organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia e relative norme procedurali. La Regione Emilia-Romagna ha ridefinito i servizi per l´infanzia e li regolamenta tenendo conto della diversificazione della domanda e dell'offerta, senza trascurare la qualità degli interventi tutti volti a mettere al centro delle proprie azioni il benessere di bambini.
Data ultimo aggiornamento:
08/08/2012
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