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Progetti di conciliazione genitorialità e lavoro

 

La Regione Emilia-Romagna si è sempre caratterizzata per una particolare attenzione alle tematiche inerenti la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, in conformità con quanto promosso dalla legge 8 marzo 2000, n. 53, “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”.

Molti comuni della regione hanno fatto scelte significative in merito, attraverso la creazione di azioni a sostegno della genitorialità, rivolti alle madri ma anche ai padri, per favorire la presenza dei genitori a casa dopo la nascita del figlio, o in alternativa per favorire la continuità di presenza al lavoro anche quando i carichi familiari e le condizioni di necessità, dettate in particolare dai figli piccoli o piccolissimi, lo avrebbero impedito.

Diverse sono le tipologie di progetti di conciliazione:
"Un anno in famiglia" o “Primo anno in famiglia” sono i nomi di progetti che prevedono un contributo integrativo dello stipendio per le madri e i padri interessati ad usufruire del congedo parentale (ex astensione facoltativa dal lavoro prevista dalla legge) nel primo anno di vita dei loro bambini. Il contributo interessa i genitori le cui risorse economiche non siano superiori ad un determinato valore ISEE (che varia a seconda del regolamento comunale) e non è compatibile con la frequenza al nido durante i mesi di aspettativa coperti dal contributo. Possono accedere all'intervento anche i genitori adottivi e le famiglie che vivono l'esperienza dell'affidamento familiare. I genitori di bambini con handicap psicofisici possono presentare la domanda di contributo anche dopo il compimento del primo anno di vita, qualora intendano avvalersi di quanto previsto dalla L.104/92 relativamente all'aspettativa.

Alcuni progetti prevedono una integrazione economica al reddito di madri sole, in difficoltà o con situazioni gravi di disagio.

Altri progetti prevedono un'integrazione economica del reddito del genitore, madre e padre, lavoratore dipendente del settore privato o pubblico che scelga il part-time nel secondo e terzo anno di vita del bambino.

Altri ancora prevedono il parziale rimborso sotto forma di voucher conciliativi delle spese sostenute dalle famiglie per dotarsi di servizi domiciliari (baby sitter, tate, educatrici familiari ed educatrici domiciliari) e per servizi di prolungamento scolastico.

A partire dall’anno educativo 2009/2010 la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con i Comuni, attribuisce assegni economici (anche detti voucher) a parziale copertura della retta d’iscrizione a nidi d'infanzia privati autorizzati. Il progetto - cofinanziato dal Fondo sociale europeo - si pone come obiettivo quello di aiutare le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano (o quelle con un solo genitore) nel difficile equilibrio tra esigenze lavorative ed esigenze di cura dei figli più piccoli.

Tra gli strumenti messi a disposizione per la conciliazione tra genitorialità e lavoro c’è anche l’istituzione della Consigliera di Parità che ha in generale il compito di promuovere, vigilare e rilevare le situazioni di discriminazione basate sul sesso favorendo, nell’ambito della promozione, le azioni positive e la conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli familiari. Sono istituite a livello provinciale, regionale e nazionale dal Ministero del Lavoro e quello delle Pari Opportunità (D Lgs 196/2000).

Data ultimo aggiornamento:
29/12/2011
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