Sito a cura dei Centri per le Famiglie della regione Emilia-Romagna

Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Tu sei qui: Home Sostegno economico alle famiglie Progetti di conciliazione genitorialità e lavoro

Progetti di conciliazione genitorialità e lavoro

La Regione Emilia-Romagna si è sempre caratterizzata per una particolare attenzione alle tematiche inerenti la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, in conformità con quanto promosso dalla legge 8 marzo 2000, n. 53, “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”.

Molti comuni della regione hanno fatto scelte significative in merito, attraverso la creazione di azioni a sostegno della genitorialità, rivolti alle madri ma anche ai padri, per favorire la presenza dei genitori a casa dopo la nascita del figlio, o in alternativa per favorire la continuità di presenza al lavoro anche quando i carichi familiari e le condizioni di necessità, dettate in particolare dai figli piccoli o piccolissimi, lo avrebbero impedito.

Diverse sono le tipologie di progetti di conciliazione:
"Un anno in famiglia" o “Primo anno in famiglia” :sono i nomi di progetti che prevedono un contributo integrativo dello stipendio per le madri e i padri interessati ad usufruire del congedo parentale (ex astensione facoltativa dal lavoro prevista dalla legge) nel primo anno di vita dei loro bambini. Il contributo interessa i genitori le cui risorse economiche non siano superiori ad un determinato valore ISEE (che varia a seconda del regolamento comunale) e non è compatibile con la frequenza al nido durante i mesi di aspettativa coperti dal contributo. Possono accedere all'intervento anche i genitori adottivi e le famiglie che vivono l'esperienza dell'affidamento familiare. I genitori di bambini con handicap psicofisici possono presentare la domanda di contributo anche dopo il compimento del primo anno di vita, qualora intendano avvalersi di quanto previsto dalla L.104/92 relativamente all'aspettativa.

Contributi per l'acquisto dei servizi per l'infanzia: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, col decreto interministeriale 22 dicembre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2013 introduce, in via sperimentale per il periodo 2013- 2015, introduce contributi economici alla madre per favorirne il rientro nel mondo del lavoro.
Al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio e negli undici mesi successivi,  le mamme lavoratrici potranno richiedere, rinunciando ai congedi parentali, un contributo, pari a 300 euro mensili per un massimo di 6 mesi, per il servizio di baby-sitting  o  per far fronte ai costi dei servizi per  l'infanzia, pubblici o privati accreditati.
La domanda deve essere presentata all’Inps indicando di quante mensilità si intenda usufruire (il contributo è divisibile solo per frazioni mensili intere), con  conseguente  riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale. Sulla base dei fondi disponibili, l'Inps stilerà una graduatoria.
Si può presentare domanda dalle ore 11:00 del giorno 1 luglio 2013 fino al giorno 10 luglio 2013 esclusivamente via web con PIN dispositivo collegandosi al portale www.inps.it
E' possibile consultare il bando sul portale Inps con tutte le informazioni specifiche

Altri progetti
Alcuni progetti prevedono una integrazione economica al reddito di madri sole, in difficoltà o con situazioni gravi di disagio.

Altri progetti prevedono un'integrazione economica del reddito del genitore, madre e padre, lavoratore dipendente del settore privato o pubblico che scelga il part-time nel secondo e terzo anno di vita del bambino.

A partire dall’anno educativo 2009/2010 la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con i Comuni, attribuisce assegni economici (anche detti voucher) a parziale copertura della retta d’iscrizione a nidi d'infanzia privati autorizzati. Il progetto - cofinanziato dal Fondo sociale europeo - si pone come obiettivo quello di aiutare le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano (o quelle con un solo genitore) nel difficile equilibrio tra esigenze lavorative ed esigenze di cura dei figli più piccoli.

Tra gli strumenti messi a disposizione per la conciliazione tra genitorialità e lavoro c’è anche l’istituzione della Consigliera di Parità che ha in generale il compito di promuovere, vigilare e rilevare le situazioni di discriminazione basate sul sesso favorendo, nell’ambito della promozione, le azioni positive e la conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli familiari. Sono istituite a livello provinciale, regionale e nazionale dal Ministero del Lavoro e quello delle Pari Opportunità (D Lgs 196/2000).

Data ultimo aggiornamento:
14/05/2013
Azioni sul documento
Strumenti personali