Lo svezzamento

Suggerimenti per accompagnare i genitori nel passaggio dal latte (materno o artificiale) al cibo solido

Comunemente il termine svezzamento viene utilizzato per identificare il periodo in cui l’alimentazione del neonato a base di latte materno o artificiale, viene gradualmente integrata attraverso l'introduzione del cibo solido. Le mamme di ogni paese e cultura, con abitudini e tradizioni culinarie diverse, svezzano i bambini in modo diverso, accompagnandoli a poco a poco verso il cibo di cui si nutrono gli adulti: ogni scelta alimentare è una scelta familiare, non c’è un unico modo per svezzare, non ci sono regole rigide, è difficile sbagliare.

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Introdurre nell’alimentazione del neonato cibo “altro” dal latte significa prima di tutto farlo conoscere, accompagnando il piccolo in tutti i cambiamenti che tale processo comporta, ad esempio: la posizione seduta piuttosto che distesa, il seggiolone al posto delle braccia della mamma o del papà, il cucchiaino al posto del seno o della tettarella, la densità cremosa e non più liquida, i nuovi sapori e temperature ecc. Quello che per gli adulti è cibo, per il bambino è qualcosa di totalmente nuovo. Per favorire il passaggio è importante ridurre le aspettative come genitori rispetto alle quantità: inizialmente bastano pochi cucchiaini, piccoli assaggi, lasciando che i bambini tocchino e manipolino il cibo, partecipino anche pasticciando, fino a che le novità diventeranno familiari ed acquisite, e la pappa festeggiata.

Questo passaggio, secondo le linee guida del Ministero della Salute (pdf, 381.0 KB) (aggiornate a lugio 2016), deve avvenire nel momento in cui l'alimentazione lattea da sola , non è più sufficiente  a soddisfare  le richieste nutrizionali del lattante, soprattutto per quanto riguarda  l'apporto di energia, proteine, ferro, zinco e vitamine. Non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti in cui iniziare lo svezzamento: il timing adatto per l'introduzione dei primi cibi diversi dal latte dipende, da numerose variabili individuali, tra cui le specifiche esigenze nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico e anatomo-funzionale, la crescita staturo-ponderale, il rapporto mamma-bambino e le esigenze specifiche della mamma. Tuttavia i diversi Organismi e Società scientifiche si esprimono in modo concorde sul momento di inizio dello svezzamento.

Le linee guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l'EFSA (European Food Safety Autority), suggeriscono di iniziare ad introdurre cibo solido dal sesto mese di vita compiuto, riferimento utile in generale: a tale età infatti quasi tutti i bambini sono "pronti" al cambiamento. In alcuni casi, per esempio se ci sono necessità pratiche importanti, come la ripresa del lavoro della mamma, si può provare ad anticipare di una settimana o due, osservando le reazioni del bambino.

E’ utile che lo svezzamento avvenga con gradualità sia per quanto riguarda la quantità di "pappa" sia la varietà degli alimenti, la loro consistenza e dimensione, e il numero dei pasti. Si può cominciare dal pranzo con qualche cucchiaino per arrivare nel giro di qualche settimana a un piattino, e aspettare almeno un mesetto prima dell'inserimento della cena; le prime pappe saranno semi liquide, a poco a poco diventeranno più dense e gradualmente le dimensioni delle particelle di cibo sempre maggiori fino a quando il bambino sarà in grado di gestire il cibo solido: creme di cereali con farine e brodo, passati di verdura, semolini, pastina fine, verdure cotte al vapore e schiacciate con la forchetta, formaggi morbidi, filetto di pesce sminuzzato, legumi cotti, e così via fino ad arrivare a condividere il cibo dei grandi. Non si deve insistere, se il bambino, non gradisce qualche alimento ma alternare cibi diversi per colore, consistenza e sapore. Il cibo inizialmente rifiutato andrà riproposto con pazienza nelle giornate successive, eventualmente preparato in modo diverso.

E'importante che il bambino mangi seduto con la schiena eretta (preferibilmente nel seggiolone) per evitare il rischio di soffocamento e partecipare attivamente al pasto.

E il latte? L’inizio dello svezzamento non comporta la sospensione dell’allattamento: per molti mesi ancora il nutrimento principale del neonato è il latte, almeno fino a quando sia stata introdotta una certa quantità e varietà sufficiente di alimenti, tale da sostituire pienamente il latte nel suo valore nutritivo, quindi mediamente almeno fino all’anno. Se la mamma sta allattando al seno, è utile continuare più a lungo, anche per tutto il secondo anno di vita, in particolare per gli importanti effetti modulatori del latte materno sul sistema immunitario, per l’insostituibile effetto protettivo e per accompagnare il bambino nei cambiamenti legati allo sviluppo dell’autonomia. Con lo svezzamento non è necessario sostituire il latte materno con quello artificiale, a meno che non vi siano motivazioni importanti per fare tale scelta.

E’ utile ricordare che il piccolo accetterà meglio le novità se non è troppo affamato, se non è stanco, se non è malato o disturbato (raffreddore, dentini). Se il bambino non vuole la pappa è probabile che sia in una di queste condizioni, quindi dopo essersi rassicurato con una poppata o dopo un bel sonno o una volta guarito, riprenderà a mangiare con appetito e gioia. Se dopo aver assaggiato qualche cucchiaino di pappa il bambino segnala che non ne vuole più, si può offrire un po’ di acqua e dopo una breve pausa riprovare. Insistere crea situazioni di tensione che non aiutano né i grandi né i piccoli: se l’atmosfera è tranquilla, rilassata e gioiosa tutto sarà più semplice.

Tutti i bambini, prima o poi sono felici e in grado di "fare da soli". Anche lo svezzamento è un passaggio importante nel percorso verso l'autonomia. Offrire al bambino la possibilità di prendere da solo con le mani i pezzetti di cibo, e mettergli in mano un cucchiaio dai primissimi momenti, lo aiuterà a sviluppare la capacità di coordimento dei movimenti, e lo farà sentire partecipe ed attivo. Quando i piccoli perdono interesse al pasto, e la manipolazione del cibo diventa solo un gioco, allora è arrivato il momento di permettere loro di lasciare la tavola.

Omogeneizzati e liofilizzati non sono sempre esistiti, quindi non sono indispensabili, si può svezzare senza necessariamente utilizzarli: il cibo fresco è sempre migliore di quello conservato, il cibo biologico è sempre migliore di quello trattato. Gli assaggini dal piatto dei grandi, con un po’ di buon senso, sono utilissimi per abituare ai gusti, stare in compagnia, magari in braccio a mamma o papà. Se cucinate con poco sale, se non abusate dei dolci, e se la cucina è semplice ma il cibo è buono e gustoso è più facile da apprezzare e rende più felici.

Se vuoi documentarti ulteriormente ti consigliamo i nostri suggerimenti bibliografici sull'argomento dove troverai tante proposte anche da leggere con il tuo bambino !

Buona Pappa!

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Pubblicato il 12/10/2018 — ultima modifica 12/10/2018

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