REI - Reddito di inclusione

CHE COS'E':

il Reddito di Inclusione è il nuovo strumento unico nazionale di contrasto alla  povertà e all’esclusione sociale. 

Attivato dal 1° gennaio 2018, ha sostituito il SIA (Sostegno all'inclusione attiva) e l'assegno di disoccupazione.

Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare e da altre variabili (da 190 a 539,82 euro mensili) e può essere erogato per 18 mesi. E’ rinnovabile, ma tra la conclusione e la possibilità di presentare una nuova domanda devono passare almeno 6 mesi.

Il progetto ha lo scopo di portare la famiglia a superare la situazione di difficoltà e non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto, ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli. Del progetto si occuperanno i comuni, che lo definiranno considerando la situazione complessiva della famiglia e ne monitoreranno il rispetto da parte dei destinatari.

Il REI è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, infatti potranno riceverlo almeno in parte e per alcuni mesi, anche le famiglie che grazie ad un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista.

Il REI non è compatibile con altri sussidi per la disoccupazione, come ad esempio il NASpI, eventualmente goduti da altri membri del nucleo familiare.

RIVOLTO A:

- cittadini italiani e comunitari; cittadini stranieri con permesso di soggiorno e titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico) residenti in Italia da più di due anni;

- famiglie con valore ISEE non superiore ai 6mila euro, indicatore ISR non superiore ai 3mila euro, patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.

Il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati; azioni e obbligazioni) deve essere compreso tra i 6 e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo; non bisogna possedere imbarcazioni, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio.

COSA OCCORRE:

per presentare domanda bisogna compilare il modello ISEE precompilato, che verrà introdotto in via sperimentale nei primi sei mesi del 2018. Il modello sarà scaricabile dai siti internet della Agenzia delle Entrate e dell’Inps.

Il sussidio sarà caricato sulla Carta Rei, carta prepagata e ricaricabile che sostituirà la Carta Acquisti. L’ammontare, caricato mensilmente dal Ministero, potrà essere per metà prelevato in contanti e per l’altra metà speso presso negozi convenzionati.

DOVE ANDARE:

Per info e per presentare la domanda rivolgersi agli Sportelli Sociali dell'Unione del Sorbara

Il Comune invierà poi la domanda all’Inps entro 10 giorni, dopo aver verificato i requisiti economici, quelli di cittadinanza e quelli di residenza. L’Inps dovrà rispondere entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se approvato, l’assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.

INFORMAZIONI UTILI:

l’ISR è l’indice della situazione reddituale e definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Rispetto all’ISEE, per calcolare l’ISR vengono sottratte le spese per l’affitto o le spese condominiali.

L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà, ma che hanno la prima casa di proprietà e non abbiano altri immobili che producano reddito.

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Pubblicato il 04/11/2017 — ultima modifica 23/06/2018

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