Scambio, ri-uso e baratto

Lo scambio di beni e saperi all’interno di economie solidali che non utilizzano la moneta corrente è sempre più diffuso anche nella nostra regione. L’esigenza di non sprecare e riciclare i beni di consumo va incontro ai bisogni ambientali del pianeta nell’ottica della riduzione degli sprechi e dei consumi, mentre lo scambio di beni e saperi diventa funzionale anche alle difficoltà economiche che sempre più famiglie si trovano ad affrontare.

Le Banche del Tempo sono un esempio di questi nuovi sistemi di scambio. Si tratta infatti di esperienze nate con lo scopo di far incontrare le persone e scambiare bisogni e risorse diversi.
Chi si iscrive alla   banca del tempo segnala i servizi di cui ha bisogno e quelli che è in grado di offrire. L'unità di misura dello scambio è il tempo, e ad ogni "correntista" viene consegnato un libretto degli assegni su cui registra il tempo in dare e quello in avere; a fine mese viene spedito l'estratto conto e si richiama al rientro chi è in rosso. Il tutto avviene su base gratuita, e ogni professionalità ha lo stesso valore: le consulenze legali di una avvocato sono valutate allo stesso modo di un corso di cucina.
Gli iscritti provengono da contesti socio-culturali molto differenti tra loro, unico requisito è la maggiore età. Le Banche del Tempo hanno dato un grande impulso al volontariato, rendendolo più visibile e garantendone una migliore organizzazione.

Accanto a queste esperienze crescono sempre più le iniziative che organizzano, in diversi contesti, veri e propri Mercatini dello Scambio o Baratto, che a volte utilizzano “monete alternative”. Alla base del baratto c’è l’esigenza di non sprecare beni, riducendo la produzione dei rifiuti e nel contempo aumentando gli scambi e le conoscenze tra gruppi di persone che spesso convivono nelle stesse comunità. Il baratto azzera il valore economico degli oggetti ponendo l’attenzione sul valore delle relazioni.

Anche il Ri-uso si basa fortemente sulla necessità della riduzione dei rifiuti nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Il ri-uso è il passaggio precedente al riciclo, ovvero prima di gettare l’oggetto e destinarlo al riciclo, viene riutilizzato. Si cambia quindi la destinazione d’uso, mantenendo i materiali che lo compongono. I vantaggi del ri-uso sono molteplici e vanno di pari passo con la crisi economica, proponendo come soluzione alternativa quella della riduzione dei costi, saltando il passaggio legato all’acquisto di nuove materie prime. Infine il ripensare agli oggetti facilita i processi creativi che stanno alla base del ri-uso.

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