Centri estivi : in Emilia Romagna si riparte

Dall' 8 giugno 2020 in Emilia Romagna i centri estivi per bambini e bambine, ragazzi e ragazze dai 3 anni in su riaprono gradualmente, nel pieno rispetto di tutte le misure necessarie a garantire la massima tutela della salute

"La riapertura dei Centri estivi - secondo Elly Schlein (Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna) - è fondamentale per molte ragioni, a partire dalle conseguenze che la sospensione dei percorsi educativi e di socialità possono avere sui bambini e ragazzi, e dalle grandi difficoltà delle famiglie, le donne soprattutto, che non possono essere lasciate sole ad affrontare la gestione dei figli piccoli".
I Centri estivi ripartiranno,  ma con modalità che garantiscano la massima tutela della sicurezza e della salute sia dei bambini e ragazzi, che delle loro famiglie, che di educatori, educatrici e di tutto il personale coinvolto.
Sono state definite delle Linee guida nazionali, con il contributo della Regione Emilia Romagna, dei pediatri e di ANCI.

Le linee guida dettano le regole per la gestione di attività organizzate con la presenza di operatori addetti nel contesto di parchi e giardini e luoghi similari (es fattorie didattiche) che per la gestione di attività ludico-creative (centri estivi) con la presenza di educatori utilizzando scuole, centri famiglie, oratori ecc...
Vediamo nel dettaglio cosa prevedono.
Modalità di accesso: mediante iscrizione con criteri di selezione in caso domande superiori alla ricettività (es. maggior impegno di lavoro da parte dei genitori, condizione di disabilità del minore, ecc...)
Rapporto tra bambini/ragazzi e spazio disponibile : in considerazione delle necessità di garantire il prescritto distanziamento fisico, è fondamentale l’organizzazione in piccoli gruppi e l’organizzazione di una pluralità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività programmate.
Rapporto numerico tra operatori e bambini/ragazzi: sarà graduato in relazione all’età secondo queste indicazioni:
- da 3 a 5 anni è consigliato il rapporto 1 adulto ogni 5 bambini
- da 6 a 11 anni è consigliato il rapporto di 1 adulto ogni 7 bambini
- da 12 a 17 anni è consigliato il rapporto di 1 adulto ogni 10 ragazzi.
Misure di prevenzione: dovranno essere applicate misure di prevenzione per l'igiene e la pulizia personale, prestando particolare attenzione all'utilizzo corretto delle mascherine.
Dovrà essere garantita anche la pulizia dei materiali, degli oggetti e delle superfici più toccate con una frequenza almeno giornaliera con detergenti specifici.
Formazione del personale addetto: tutto il personale, sia professionale che volontario, deve essere formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure d’igiene e sanificazione.
Programmazione delle attività:  dovrà essere organizzata per piccoli gruppi con continuità di relazione tra gli operatori e i bambini/ragazzi, per evitare diffusione allargata del contagio e nel caso tale evenienza si venga a determinare, garantendo altresì la possibilità di puntuale tracciamento del medesimo. Nella presentazione delle attività deve essere specificato chiaramente il rapporto spazio/minori nel rispetto del distanziamento fisico, l'organizzazione funzionale degli spazi specificando le modalità di accesso alle aree, le modalità di spostamento, le prescrizioni igieniche adottate per spazi oggetti e minori, ecc...
Accesso e ritiro:  dovranno essere organizzati in modo tale da evitare assembramento. Quando possibile i punti di ingresso devono essere separati dai punti di uscita.
Triage di accoglienza: nella struttura inoltre deve essere predisposto un punto di accoglienza collocato all'esterno o in un opportuno ingresso separato dell'area per evitare che gli adulti accompagnatori entrino in contatto con i luoghi adibiti alle attività. Nel punto di accoglienza il minore dovrà avere a disposizione acqua e sapone oppure il gel idroalcolico per l'igienizzazione delle mani prima di entrare e prima di uscire.
Nella fase di accesso oltre all'igienizzazione delle mani occorre verificare lo stato di salute del minore facendo domande specifiche ai genitori oppure provando la temperatura corporea con un termometro senza contatto.

Per maggiori informazioni consultare le Linee guida sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia

FONTE: Emilia Romagna Sociale

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