La lettura nei primi anni di vita

Leggere è importante: stimola la mente, migliora le conoscenze, la capacità analitica del pensiero, il livello di attenzione e concentrazione, sviluppa la creatività, ma qual è il periodo migliore per cominciare ad avvicinare i bambini ai libri?

E’ risaputo che il bambino comincia a rispondere agli stimoli sonori fin da quando è nella pancia della mamma. Leggergli storie, parlargli e fargli ascoltare musica in questa fase, abitua il suo cervello non solo a  rispondere agli stimoli sonori, ma contribuisce anche a rendere famigliari la voce della mamma e del papà e a potenziare le sue capacità cognitive.

Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/PublicDomainPictures-14/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=164331">PublicDomainPictures</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=164331">Pixabay</a> I benefici della lettura accompagneranno poi il bambino durante tutta la crescita, fin dalla tenera età, in quanto leggere ad alta voce al bambino fin da piccolissimo, ha ripercussioni importanti sul suo sviluppo cognitivo, sociale e relazionale.

Ogni bambino presenta spontaneamente interesse e curiosità verso le immagini: esse sono dei simboli, rappresentano oggetti, che non sono presenti e attraverso la loro visione viene revocato l’oggetto stesso. E così guardando una figura si possono descriverne colori, tratti per poi avviare un racconto di storie più o meno fantastiche o aneddoti del proprio passato. Guardare delle immagini è già una prima forma di “lettura”; infatti attraverso le figure il piccolo è sollecitato a un’attività di analisi e di scoperta a cui poi si aggiunge la costruzione di un significato.

Già a partire dai 6 mesi si possono proporre al bambino dei libri dove sono presenti prevalentemente delle figure con poche parole, al cui interno sono proposti inserti di materiale diverso, da toccare, facendo scoprire così al piccolo non solo le parole, i versi degli animali o i suoni dei vari mezzi di trasporto, ma anche le sensazioni tattili diverse a seconda dei materiali con cui l'immagine è costruita, accompagnandole a piccoli aneddoti o piccole storie. Man mano che il piccolo cresce si possono proporre immagini accompagnate a storie più complesse: guardando un'illustrazione di un bosco si può descrivere il tipo di albero raffigurato, il colore, commentare la presenza di altri elementi come uccellini o scoiattoli, funghi o fiori, stradine che conducono in una casetta e un sentiero dove è presente una bambina vestita con un mantello rosso che bussa alla porta. Ci si potrà chiedere: "Di chi è quella casetta?", "Cosa ci fa quella bimba sola nel bosco?". Elementi apparentemente sconnessi assumono un significato d’insieme: è la scena di una storia, quella di Cappuccetto Rosso, che attraversato il bosco giunge alla casetta della nonna per portarle da mangiare. Se ci pensiamo bene è quello che avviene nella lettura di un testo scritto dove attraverso la lettura di ogni parola, prima ne si assegna il significato parola per parola e, unendone i significati, si scopre il significato d’insieme, che è la storia.

La lettura di immagini se fatta con costanza diventa quindi un elemento di preparazione dei nostri bambini alla lettura del testo scritto, stimolando la loro capacità attentiva e la loro curiosità. Il fatto che questa attività avvenga in presenza di un adulto inoltre, arricchisce la situazione con un rapporto relazionale dove circola affetto, scambio verbale e contatto che nutrono ulteriormente la condivisione dell’esperienza.

Allo stesso modo la lettura di storie, adatte all’età di ogni bambino, stimola la sua fantasia, gli apre le porte dell’immaginario dove tutto è possibile, come nel gioco simbolico dove il bambino immagina di guidare un’automobile mentre se ne sta in uno scatolone. Così attraverso il racconto di storie di tappeti volanti e di regni incantati, gode di un’esperienza creativa, fantastica, che è altrettanto importante quanto la razionalità; per rendere l’idea pensiamo come anche noi adulti amiamo leggere romanzi o assistere ad uno spettacolo teatrale, che sono il frutto della creatività di qualcuno. Basandosi sul linguaggio verbale la lettura di storie, favorisce lo sviluppo linguistico, dando la possibilità di imparare nuove parole, nuove strutture sintattiche in un contesto stimolante, che incuriosisce il bambino, che pende dalle labbra del narratore per sapere come finisce la storia e vuole che sia raccontata sempre con le stesse parole e formule “C’era una volta…” e “vissero felici e contenti”.

La lettura di favole inoltre aiuta il bambino anche nello sviluppo affettivo ed emotivo: i personaggi delle favole incontrano spesso delle difficoltà, anche molto importanti, come per esempio Cappuccetto Rosso che finisce nello stomaco del lupo con la nonna o Biancaneve che mangia una mela avvelenata, provano paure che possono richiamare quelle che il bambino potrebbe trovare, ma non lo lasciano impotente; nella favola c’è quasi sempre un lieto fine, che non è scontato, perché i protagonisti di solito 'si danno da fare' per cambiare la situazione o possono attingere a risorse esterne che li proteggono e cambiano le sorti. Il bambino identificandosi con il personaggio, può rivivere quelle che possono essere le sue paure e preoccupazioni che potrebbe incontrare, aumentando così la sua capacità di resistenza per quando dovrà trovarsi ad affrontarle nel contesto reale. Prendendo come esempio la storia di Cenerentola la bimba potrebbe richiamare la paura verso la matrigna o le sorelle gelose oppure provare la paura di essere abbandonata come Hansel e Gretel, ma vivendo queste paure in situazioni immaginarie, avendo accanto un adulto che condivide con lui la storia, si sente rassicurato sul fatto che anche lui ce la può fare ad affrontarle e che non gli accadrà nulla di male.

A proposito di benefici della lettura in tenera età, il progetto “Nati per leggere” quest’anno compie 20 anni ! Nati per Leggere , è nato nel 1999, sviluppato congiuntamente dall’Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la salute del bambino e propone gratuitamente alle famiglie con bambini fino ai 6 anni di età, attività di lettura . Le attività sono realizzate con il contributo economico del Centro per il Libro e la Lettura, delle Regioni, delle Province e dei Comuni partecipanti al programma e grazie all’attività degli operatori dell’infanzia e dei volontari.

Sul portale http://www.natiperleggere.it/, nella sezione dedicata ai Genitori, è possibile trovare tanti consigli utili per organizzare l’attività di lettura con il proprio bambino, scegliere i libri giusti e una ricca bibliografia di titoli selezionati dall’Osservatorio Editoriale di Nati per Leggere.

In Emilia Romagna il progetto “Nati per leggere” è stato recepito con deliberazione della Giunta regionale n. 994 del 11 luglio 2011 (pdf, 322.5 KB), e trova la propria originalità, ma anche la propria forza, dal fatto di essere frutto dell’alleanza tra le istituzioni culturali e quelle socio-educative e sanitarie del territorio regionale, con il coinvolgimento di centinaia di operatori (tra bibliotecari, pediatri, educatori e lettori volontari) e oltre 270 biblioteche, cui si aggiunge l’apporto di associazioni, cooperative, librerie, scuole ed istituzioni varie. Se avete voglia di saperne di più sulle biblioteche che aderiscono al progetto "nati per leggere" e sulle iniziative locali consultate il sito della Regione Emilia Romagna.

Inoltre per avere un aggiornamento costante sulle attività culturali in essere nei singoli territori, si consiglia la consultazione ed eventualmente l'iscrizione alle Newsletter redatte e curate dalle nostre redazioni locali.

Buona lettura ;.)

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pubblicato il 2019/04/17 10:50:00 GMT+1 ultima modifica 2019-04-17T11:07:39+01:00

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