Prematurità: un evento improvviso

La nascita di un bimbo prima del termine della gravidanza ha un forte impatto non solo sul bambino, ma anche sulla coppia di genitori e sul sistema familiare. Il parto prematuro è un evento improvviso ed inatteso, spesso accompagnato da stress e paura. Entrambe i genitori possono sperimentare disperazione, rabbia, frustrazione, e una grande ansia che accompagna giorno per giorno crisi e progressi del neonato. I papà oltre alla preoccupazione per la salute del figlio, possono essere molto in ansia per la compagna.

Il vissuto materno
Quando la nascita è pretermine la mamma tende ad attribuirsi la responsabilità di quanto è accaduto, non ostante non vi siano giustificazioni  razionali di tale sentimento, di conseguenza  può provare un forte senso di colpa accompagnato da una grande sensazione di vuoto e di sfiducia nelle proprie capacità. Frequentemente la mamma prematura non ha potuto vedere ed accogliere il suo bambino alla nascita, perchè subito portato in un altro reparto, la Terapia Intensiva Neonatale o la Neonatologia (a volte in un altro ospedale), dove le interazioni con il piccolo si limitano a poche ore al giorno. Inoltre, può essere difficile riconciliare il bambino reale, piccolissimo, con il neonato immaginario che è nell’inconscio materno.

Il contatto col bambino
Nel periodo di permanenza in ospedale è importante che i genitori stiano il più possibile accanto al loro bimbo: studi scientifici hanno dimostrato che a parità di condizioni di salute e di peso i prematuri che hanno un contatto fisico costante con la madre crescono di più e più in fretta di quelli che non godono di questa possibilità. Nei punti nascita quando il bimbo ha ancora bisogno dell’incubatrice ma può staccarsi dal respiratore artificiale, viene spesso proposta la marsupio-terapia: il piccolo viene messo a contatto con la pelle della sua mamma, avvolto in una coperta, favorendo il contatto; questo gesto ha effetti importanti non solo nel ripristinare il legame tra mamma e bambino, ma stabilizza  la funzione cardiocircolatoria del piccolo.

Il tempo in ospedale
Durante la degenza i genitori sono chiamati inevitabilmente a conoscere strumenti e termini sanitari nuovi, improvvisamente catapultati in un ambiente tanto diverso da quello familiare, a volte per tempi molto lunghi. Mamma e papà si trovano a gestire i rapporti con il personale sanitario, i medici e le infermiere, i rapporti con  le famiglie di origine, gli amici e l’esterno in generale; potrebbero avere bisogno di proteggersi, far fatica a raccontare, a condividere l’accaduto, sperimentando un senso di isolamento o estraniazione dalla “vita normale”; il ritmo della vita quotidiana è scandito da quello ospedaliero, può essere molto difficile prendere dei momenti per sé,  per ricaricarsi di energie anche se ne sentono il bisogno. Potrebbe essere utile organizzarsi in turni in modo da avere la tranquillità che qualcuno sia sempre disponibile per il bambino. La mamma può tirare regolarmente il latte, con l’aiuto di un tiralatte elettrico, in modo da mantenere la produzione, per nutrire il piccolo con l’alimento più adatto appena possibile e salvaguardare la possibilità di allattare, non appena il bambino sia pronto per la suzione al seno. Sentire che si sta facendo qualcosa di concreto per il proprio piccolo può dare molta forza.

Finalmente a casa
Le dimissioni avvengono dopo settimane, a volte mesi, ma sono il segno inequivocabile che il bimbo può affrontare la vita “quasi” come gli altri neonati. A casa, la gestione di un neonato così piccolo può generare insicurezza nei genitori, vestirlo e spogliarlo, il cambio ed i gesti quotidiani che solitamente in pochi giorni vengono spontanei potrebbero essere più incerti e apprensivi.  Alcune volte al rientro a casa i genitori faticano a capire che il peggio è passato e alternano la paura che il bambino non ce la faccia, al senso di colpa. Per questo sarebbe importante che mamma e papà possano riconoscersi i sentimenti che una nascita pretermine porta con sè: nella prematurità la nascita del piccolo rompe tutte le aspettative di un lieto evento e pone i genitori davanti ad uno shock. Darsi il tempo per elaborare il trauma è un passaggio importante per poter guardare avanti con fiducia e serenità al cammino che li aspetta.

Le forme di aiuto
Generalmente i reparti di neonatologia sono in collegamento con associazioni di genitori con i quali le mamme e i papà possono condividere la loro esperienza: trovare una rete di genitori che hanno avuto la stessa esperienza e vissuto gli stessi sentimenti,  aiuta molto a calmare il senso di inadeguatezza e di diversità che accompagna ogni nascita prematura e consente ai genitori di non sentirsi soli nell’affrontare l’evento. Anche nel web sono presenti numerosi siti dove i genitori possono scambiare consigli e sostenersi nelle diverse fasi di crescita dei loro piccoli.
Se mamma e/o papà ne sentissero il bisogno potrebbe essere utile cercare un sostegno psicologico, a volte a disposizione nel reparto stesso oppure in altro servizio, per un accompagnamento all’elaborazione dell’esperienza.

Un po’ di informazioni
Ogni anno in Italia si stima che circa 40.000 neonati  nascano prematuramente, cioè prima della 37ma settimana di gestazione. A dimostrazione dell’attenzione crescente nei confronti di questi bimbi il Senato della Repubblica il 21 Dicembre 2010 ha approvato la "Carta dei diritti del bambino nato prematuro" un documento realizzato in collaborazione con le associazioni che da anni si occupano dei diritti inalienabili dei bimbi prematuri.
- carta dei diritti nato prematuro www.vivereonlus.com

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pubblicato il 2019/05/09 09:53:00 GMT+1 ultima modifica 2019-05-14T14:56:06+01:00

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