Adozione nazionale e internazionale

Le coppie che desiderano intraprendere un percorso adottivo devono seguire una procedura di adozione, stabilita per legge e gestita dal Servizio Sociale, per poter garantire il diritto del minore ad avere una famiglia che sappia rispondere adeguatamente alle sue caratteristiche e necessità.
Possono essere adottati soltanto le minori o i minori dichiarati adottabili dall'organo competente dello Stato (italiano o estero).

Requisiti
L’adozione è ammessa solo per le coppie unite in matrimonio da almeno tre anni. Per le coppie di fatto che decidono di sposarsi, gli anni di convivenza varranno come anni di matrimonio. Chi ha più di tre anni di convivenza potrà adottare una bambina o un bambino subito dopo il matrimonio, nel caso in cui il Tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità di tale convivenza
I coniugi adottanti non devono essere separati e tra di loro non deve esserci stata negli ultimi 3 anni una separazione personale neppure di fatto, devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere il minore che intendono adottare.
Tra i genitori adottivi e la bambina o il bambino deve esserci una definita differenza di età: almeno 18 anni e non più di 45 anni.. In alcuni casi particolari tale limite di età può essere derogato: ad esempio quando l'adozione riguarda un fratello del minore già adottato da quella coppia; o quando solo un componente la coppia supera il limite di età in misura non superiore a 10 anni

Il percorso adottivo
Le linee di indirizzo per le adozioni nazionali e internazionali in Emilia Romagna, sono comprese nella Delibera Regionale n. 1495 del 28/7/2003 (pdf, 455.0 KB) e successive modifiche (pdf, 91.8 KB).
Per la Regione Emilia-Romagna, il Tribunale per i Minorenni di Bologna, interpretando la normativa nazionale ( Legge 184/1983 (pdf, 66.3 KB) e successive modifiche apportate dalla Legge 149/2001 (pdf, 100.1 KB)), ha dato indicazioni organizzative per lo svolgimento dell'iter adottivo.
Le famiglie residenti in questa Regione, che intendono adottare un bambino, devono rivolgersi al Servizio Sociale del Comune di residenza per iniziare il percorso di informazione, preparazione e indagine sociopsicologica necessario per presentare la dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i Minorenni.
Tale indagine, di norma della durata di 4 mesi come stabilisce la legge, prevede una serie di colloqui con gli operatori psico-sociali "che riguardano la capacità di educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare dei richiedenti, i motivi per i quali questi ultimi desiderano adottare minori" (art.22 L. 184/1983).
Al termine dei colloqui, la coppia potrà presentare al tribunale per i Minorenni la domanda di adozione, corredata di tutti i documenti che saranno indicati durante il percorso presso i servizi sociali.

Per assicurare una adeguata accoglienza sanitaria ai bambini adottati, la Regione Emilia- Romagna ha approvato un "Protocollo regionale per la tutela della salute psico-fisica dei bambini adottati" (pdf, 103.9 KB) che contiene le linee-guida per i pediatri di libera scelta e di comunità che sono chiamati ad affiancare i genitori adottivi nella cura dei bambini.
L'adozione crea un vincolo giuridico tra genitori e figli, con il decreto di adottabilità, l'adottato acquista il cognome paterno interrompendo così tutti i legami con la famiglia di origine.

Adozione nazionale
Si parla di adozione nazionale quando il minore viene dichiarato adottabile da un tribunale per i minorenni del territorio nazionale. Il termine nazionale non fa quindi riferimento alla nazionalità o a caratteristiche di appartenenza etnica del minore.
La coppia può presentare più domande, anche successive, a più tribunali per i minorenni dandone relative comunicazioni a tutti i tribunali coinvolti.
L’abbinamento della coppia ad un minore viene effettuato dal Tribunale per i Minorenni che, in base alle indagini effettuate, sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda, quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze di quel bambino o bambina. La domanda di adozione nazionale è valida per 3 anni e può essere rinnovata. Quando il Tribunale propone ad una coppia l'adozione di un bambino, dopo l'accettazione da parte dei coniugi, seguono una serie di incontri col minore, programmati e preparati con cura e attenzione alla gradualità, in rispetto dell’età e del vissuto del bambino. La prima fase del rapporto di adozione è quella dell'affidamento preadottivo, che dura solitamente un anno, e nella quale i servizi sociali sono incaricati di predisporre ogni più opportuno intervento di sostegno alla famiglia per consentire il pieno inserimento del minore nel nuovo nucleo.
L'assistente sociale e lo psicologo del Comune ove risiede la coppia hanno quindi il compito di supportarla in questa delicatissima tappa di avvio della relazione, pur restando, per quanto possibile, osservatori esterni.
Al termine dell'anno di affidamento preadottivo, i servizi sociali dovranno inviare una relazione al tribunale per i minorenni che, preso atto della buona evoluzione del rapporto tra coppia e minore, sentito il parere del tutore del minore, dichiarerà l'adozione definitiva ovvero, in considerazione di eventuali difficoltà, evidenziate dalle informazioni degli stessi servizi locali, prorogherà l'affido disponendo gli interventi più opportuni per garantire il pieno inserimento del bambino in famiglia.

Adozione internazionale
Si parla di adozione internazionale quando lo stato di abbandono e di adottabilità di un minore viene  dichiarato dall’ autorità di un Paese estero.
La procedura di adozione internazionale prevede una prima fase da svolgersi in Italia, nella quale viene decretata l'idoneità della coppia da parte del servizio sociale di competenza territoriale. Una volta che la coppia ha ricevuto l’idoneità si rivolge ad un Ente autorizzato che la segue per la procedura all'estero. L’ultima tappa prevede che la coppia si rechi nel Paese ad incontrare il bambino a cui è stata abbinata. Se gli incontri tra la coppia e il bambino hanno esito positivo la procedura si conclude con il rientro in Italia della nuova famiglia.
Come per l'Adozione Nazionale, anche per quella Internazionale, il tribunale compie una indagine di natura psico-sociale, affidata ai servizi sociali, per poter valutare l'idoneità della coppia ad adottare un bambino.  Oltre all’indagine psicosociale vengono disposte anche altre indagini sia sanitarie che indirizzate alle autorità di pubblica sicurezza.
Quando il  Tribunale per i Minorenni dispone di tutte e tre le relazioni la domanda di adozione può essere valutata.
La Legge n. 476 del 31 dicembre 1998 (pdf, 98.5 KB), prevede che la coppia abbia un anno di tempo dall’emissione del decreto di idoneità per rivolgersi ad un Ente autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali per attivare il percorso di adozione nel Paese straniero. L'Ente ha il compito di svolgere la pratica all'estero ed in Italia fino al completamento del percorso di adozione, occupandosi anche delle pratiche post-adottive nel caso siano richieste dal Paese di origine del bambino.
Quando i genitori rientrano in Italia con il bambino adottato devono occuparsi di alcune pratiche  burocratiche  che riguardano la permanenza nel territorio italiano del minore affinché  l'adozione sia perfezionata.
In particolare i genitori adottivi devono:

  • rivolgersi alla polizia di frontiera con il visto italiano e passaporto insieme alla sentenza di adozione
  • presentare domanda al Tribunale dei Minori per richiedere il riconoscimento da parte del tribunale italiano della sentenza del Paese estero
  • recarsi all'anagrafe del Comune di residenza per la registrazione del minore.

Molti Paesi chiedono alla coppia di inviare, a cadenza prefissata, relazioni riguardanti l’integrazione del bambino nella nuova famiglia.
Con la trascrizione del provvedimento di adozione, il minore diventa definitivamente un cittadino italiano ed un membro a tutti gli effetti della nuova famiglia "multi-etnica" che è appena nata.

Agevolazioni economiche
Per le coppie in procinto di adottare un figlio all'estero e che debbono quindi affrontare costi per viaggi, documenti e permanenza, esiste la possibilità di accendere un mutuo a un tasso contenuto e senza spese aggiuntive. Si tratta del "Mutuo ad8", della Banca di credito cooperativo. Il "Mutuo AD8" è un mutuo chirografario (non richiede l'accensione di alcuna ipoteca) che non prevede garanzie reali e non ha spese di istruttoria. L'importo del mutuo varia dai 10 a 15 mila euro. Per accedere al "Mutuo ad8" occorre presentare la copia del decreto di idoneità all'adozione internazionale emesso da un Tribunale dei minori e copia del mandato conferito a uno o più Enti autorizzati a svolgere la pratica d'adozione internazionale ai sensi della legge n. 476 del 31 dicembre 1998.

Riferimenti utili per l'adozione internazionale
Commissione per le Adozioni internazionali - http://www.commissioneadozioni.it

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pubblicato il 2013/07/03 12:25:00 GMT+2 ultima modifica 2019-04-09T13:02:20+02:00

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