Contributi e agevolazioni economiche alla nascita

Assegno di natalità - Bonus Bebè 2021

L'assegno di natalità (detto anche Bonus Bebè) è stato istituito dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, art.1 comma 125,  inizialmente per il triennio 2015-2017 e successivamente viene  confermato annualmente dalla legge di bilancio sulla base della disponibilità.
E’ un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Per le nascite, adozioni ed affidamenti preadottivi nel 2020 la prestazione viene rimodulata in base alle soglie ISEE:

  • ISEE non superiore a 7.000 euro annui l’assegno di natalità è pari a 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, a 160 euro al mese (primo figlio) o 192 euro al mese (figlio successivo al primo);
  • ISEE è superiore a 7.000 euro annui, ma non superiore a 40.000 euro, l’assegno di natalità è pari a 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 120 euro al mese (primo figlio) o 144 euro al mese (figlio successivo al primo);
  • ISEE sia superiore a 40.000 euro l’assegno di natalità è pari a 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 80 euro al mese (primo figlio) o a 96 euro al mese (figlio successivo al primo).

Requisiti: convivenza con il figlio , cittadinanza italiana, di uno Stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membro o carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro. Ai fini del beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria.
La  domanda deve essere presentata da un genitore convivente con il figlio entro 90 giorni dalla nascita o ingresso in famiglia del minore (per i nati o adottati). Se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, l'assegno, ove spettante, decorre dal mese di presentazione della domanda. La domanda si presenta una sola volta per ciascun figlio. Per il 2021 i 90 giorni decorrono dalla data di pubblicazione del Messaggio INPS n. 198 del 03/03/2021.
L'assegno è corrisposto mensilmente per un massimo di 12 mesi a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia. 
Per maggiori informazioni vedi il messaggio INPS 11 agosto 2020, n. 3104 (pdf113.5 KB) che fornisce ulteriori chiarimenti e istruzioni sulle domande di assegno di natalità.

Per maggiori informazioni vedi la pagina dedicata del sito INPS

La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:

  • WEB - Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite un'identità SPID  attraverso il portale dell’Istituto
  • Contact Center Integrato - numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • Patronati, attraverso i servizi offerti dagli stessi.

Premio alla nascita - Bonus mamma domani 2021

La Legge di Bilancio 2017 all'art. 1 comma 353, prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all'adozione di minore dell'importo di 800 euro. Successivamente con le circolari INPS n. 39 del 27/02/2017 (pdf, 114.6 KB), n. 61 del 16/03/2017 (pdf, 58.0 KB) e n. 78 del 28/04/2017 (pdf, 114.4 KB) sono stati definiti requisiti, procedure e modalità di accesso al bonus. Il bonus è stato confermato anche per il 2021.

Il premio è rivolto alle donne in gravidanza o alle madri per uno dei seguenti eventi:

  • compimento del settimo mese di gravidanza,
  • parto (anche se antecedente all'inizio dell'8°mese),
  • adozione nazionale o internazionale di minore
  • affido preadottivo nazionale o internazionale

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato.
Requisiti:

  • residenza in Italia
  • cittadinanza italiana o comunitaria
  • cittadine non comunitarie regolarmente presenti come riportato sul Messaggio INPS n. 661del 13 febbraio 2018. Nota bene: le cittadine extracomunitarie regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte, potranno presentare domanda di riesame della domanda presso la struttura INPS territorialmente competente, alla luce dell’ordinanza 6019/2017 del Tribunale di Milano, utilizzando il modello in allegato al messaggio INPS 13 febbraio 2018, n. 661.

La domanda va presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento). La domanda va corredata della certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, attestante la data presunta del parto. Se la domanda è presentata in relazione al parto la madre dovrà autocertificare nella domanda la data del parto e le generalità del bambino.
In caso di adozione o affidamento preadottivo riportare nella domanda gli elementi che consentano all'Inps il reperimento del provvedimento stesso (sezione del tribunale, la data del deposito in cancelleria ed il relativo numero). Oppure è possibile allegare copia digitalizzata del provvedimento o della dichiarazione sostitutiva dell'autorizzazione stesso al fine di consentire l'individuazione dei citati elementi.
In caso di cittadina non comunitaria, riportare nella domanda gli elementi identificativi che consentano la verifica del titolo di soggiorno.

La domanda per il riconoscimento dell’assegno deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:

  • WEB - Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite un'identità SPID attraverso il portale dell’Istituto
  • Contact Center Integrato - numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • Patronati, attraverso i servizi offerti dagli stessi.

Per informazioni consultare la pagina dedicata del sito dell'INPS

Fondo di sostegno alla natalità

Da maggio 2019 è attivo il Fondo di sostegno alla natalità istituito dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri,volto a garantire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017, attraverso il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari . Possono richiedere un prestito fino a 10.000 euro i genitori di bambini, nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017, fino al compimento del terzo anno di età del bambino ovvero entro tre anni dall'adozione, senza limitazioni di reddito. Il finanziamento può essere utilizzato per qualunque tipo di spesa e deve essere restituito in un periodo massimo di sette anni.
Non può essere richiesta alcuna garanzia aggiuntiva, oltre alla garanzia del Fondo, per l’intero importo del finanziamento richiesto e/o concesso. Resta comunque facoltà delle banche l’erogazione del prestito.
Le famiglie che desiderano ottenere il finanziamento possono rivolgersi ad una delle banche o degli intermediari finanziari che hanno aderito all'iniziativa, il cui elenco, continuamente aggiornato, è pubblicato sul sito del gestore Consap spa ( Elenco delle Banche/Intermediari finanziari aderenti all’iniziativa ).

Per maggiori informazioni su  normativa e modulistica consultare il sito dedicato https://www.consap.it/famiglia-e-giovani/fondo-di-sostegno-alla-natalita/

Bonus per iscrizione asilo nido e supporto domiciliare 2021

L’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016 n. 232, ha disposto che a partire dal 2016 la corresponsione di un buono di 1000 euro su base annua per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 3 anni, affetti da gravi patologie (le disposizioni attuative sono inserite nel DPCM 17 febbraio 2017 pubblicato sulla GU 90 del 18 aprile 2017). Successivamente l’articolo 1, comma 488, della legge  30 dicembre 2018,  n. 145 ha elevato l’importo del buono a 1.500 euro su base annua.
Infine l’articolo 1, comma 343, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 a decorrere dall'anno 2020, ha ulteriormente incrementato l’importo del contributo portandolo ad un massimo di 3.000 euro.

Il bonus richiesto, sia asilo nido che per forme di supporto presso la propria abitazione, può essere erogato, nel limite di spesa indicato, secondo l’ordine di presentazione della domanda online. Le eventuali domande che in base ai tempi di presentazione, per insufficienza di budget, non potranno essere accolte saranno comunque ammesse ma “con riserva”. Le istruzioni relative all’anno 2020, sono contenute nella circolare INPS 14 febbraio 2020, n. 27.

BONUS ASILO NIDO: riguarda la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e quindi in regola con le normative nazionali e regionali ai fini dello svolgimento del servizio educativo di asilo nido. Sono pertanto escluse Sono, pertanto, escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi all’infanzia diversi da quelli forniti dagli asili nido (ad esempio ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, baby parking, ecc.).
L’importo massimo erogabile al genitore richiedente, a decorrere dal 2020, è determinato in base all’ ISEE minorenni, in corso di validità, riferito al minore per cui è richiesta la prestazione:

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = budget annuo 3.000 euro (importo massimo mensile erogabile 272,72 euro per 11 mensilità)
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = budget annuo 2.500 euro (importo massimo mensile erogabile 227,27 per 11 mensilità)
  • ISEE minorenni da 40.001 euro = budget annuo 1.500 euro (importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità).

Il contributo mensile erogato dall’Istituto non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta. Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione prevista dall'articolo 2, comma 6, legge 22 dicembre 2008 (detrazioni fiscali frequenza asili nido), a prescindere dal numero di mensilità percepite.
Presentazione della domanda bonus asilo nido: la domanda deve essere presentata dal genitore che sostiene il pagamento della retta entro il 31 dicembre 2021. Nell'eventualità in cui non tutte le rette siano pagate dallo stesso genitore, ognuno di essi potrà presentare domanda, con riferimento alle mensilità per le quali ha provveduto al pagamento. Alla presentazione della domanda dovrà essere allegata la documentazione comprovante il pagamento della retta relativa ad almeno un mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione o comunque l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.
Le mensilità per cui si richiede il bonus devono essere comprese tra gennaio e dicembre 2021. Le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette relative ai mesi successivi dovranno essere allegate entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 1° aprile 2022. In ogni caso il rimborso avverrà solo dopo aver allegato la ricevuta di pagamento. Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

BONUS PER LE FORME SI SUPPORTO PRESSO LA PROPRIA ABITAZIONE: Il bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall'Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.
A decorrere dal 2020, l’importo della prestazione erogata varia in base al valore dell’ ISEE minorenni riferito al minore per cui è richiesta la prestazione:

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = importo erogabile 3.000 euro;
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = importo erogabile 2.500 euro;
  • ISEE minorenni da 40.001 = importo erogabile 1.500 euro.

In tale ipotesi l’Istituto erogherà il bonus in un'unica soluzione.
Presentazione domanda bonus forme di supporto domiciliare: vedi Manuale Acquisizione delle Domande di Contributo Asilo Nido (pdf3.53 MB). Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

Per entrambi i bonus la domanda può essere presentata esclusivamente online all’INPS attraverso il servizio dedicato on line utilizzando una identità SPID.
In alternativa, si può fare la domanda tramite:
Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Contributo per retta asilo nido della Regione Emilia Romagna - 2021/2022

Il progetto "Al nido con la Regione", è una misura adottata dalla Regione Emilia Romagna di sostegno economico alle famiglie per l'abbattimento delle rette/tariffe di frequenza ai servizi educativi per la prima infanzia ; nidi d'infanzia, compresi micronidi e sezioni primavera per bambini dai 24 ai 36 mesi di età.
Il progetto ha anche l'obiettivo di qualificare e sostenere il funzionamento e la gestione del sistema dei servizi educativi per i bimbi 0-3 anni e di quelli integrativi (spazio bambini, centri per bambini e famiglie, servizi domiciliari e servizi sperimentali), pubblici e privati.
"Al Nido con la Regione", partito in via sperimentale nell'anno educativo 2019-2020, riproposto nel 2020-2021 è stato confermato anche per il 2021-2022 ( vedi Deliberazione di Giunta regionale n. 926 del 21 giugno 2021 (pdf568.34 KB) )

La riduzione delle rette interesserà i nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro, il cui risparmio annuo per ogni bambino iscritto sarà più consistente nel caso di un bambino disabile o residente in un Comune montano. 

Saranno gli stessi Comuni o Unioni a stabilire come articolare concretamente l’abbattimento o l’azzeramento delle rette. Potranno usufruire delle risorse soltanto i Comuni che entro il 3 settembre 2021 faranno richiesta di finanziamento alla Regione

Per informazioni rivolgersi al proprio comune di residenza. 

Pannolini lavabili

Sempre più comuni incoraggiano le famiglie ad acquistare pannolini lavabili attraverso incentivi e finanziamenti. I pannolini lavabili sono pannolini in stoffa che possono essere lavati in lavatrice e utilizzati più e più volte, assicurano  una maggiore igiene, non contengono sostanze tossiche e non inquinano.

Progetti di conciliazione genitorialità - Diritto al lavoro agile (smart working) per i genitori con figli minori e con disabilità grave

La Regione Emilia-Romagna si è sempre caratterizzata per una particolare attenzione alle tematiche inerenti la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, in conformità con quanto promosso dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 (pdf, 69.0 KB), “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”.

Molti comuni della regione hanno fatto scelte significative in merito, attraverso la creazione di azioni a sostegno della genitorialità, rivolti alle madri ma anche ai padri, per favorire la presenza dei genitori a casa dopo la nascita del figlio, o in alternativa per favorire la continuità di presenza al lavoro anche quando i carichi familiari e le condizioni di necessità, dettate in particolare dai figli piccoli o piccolissimi, lo avrebbero impedito.

Diverse sono le tipologie di progetti di conciliazione, si va dall’integrazione economica al reddito nel primo anno di vita (in genere è previsto un limite ISEE ); alla costituzione di albi di soggetti controllati, disponibili ad accogliere all’interno della propria abitazione un numero limitato di bambini rivolti in genere alle famiglie con impegni lavorativi “non ordinari” (es. orari disagevoli, forme contrattuali atipiche, turni festivi, lavoro saltuario in alcuni periodi dell’anno ecc…) e alle famiglie i cui bambini sono stati esclusi dalle liste del nido; alle integrazioni economiche in situazioni di particolare disagio (es. madri sole) oppure al reddito del genitore (madre e/o padre), lavoratore dipendente del settore privato o pubblico che scelga il part-time nel secondo e terzo anno di vita del bambino.
E' facoltà di ogni singola amministrazione comunale procedere all'attivazione o meno di tali servizi aggiuntivi.

Tra gli strumenti messi a disposizione per la conciliazione tra genitorialità e lavoro c’è anche l’istituzione della Consigliera di Parità che ha in generale il compito di promuovere, vigilare e rilevare le situazioni di discriminazione basate sul sesso favorendo, nell’ambito della promozione, le azioni positive e la conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli familiari. Sono istituite a livello provinciale, regionale e nazionale dal Ministero del Lavoro e quello delle Pari Opportunità ( D Lgs 196/2000 (pdf, 174.4 KB)).

Diritto al lavoro agile (smartworking) per genitori lavoratori

Art. 90 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77
I genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali.
I suddetti genitori possono usufruire di questo diritto a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.
Per il settore privato ai sensi dell'art. 11 del D.L. 22 aprile 2021, n. 52 (Decreto Riaperture), convertito con modificazioni in legge 17 giugno 2021, n. 87, il termine per l'utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello Smart Working di cui all'art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito in L. 17 luglio 2020, n. 77, è stato ufficialmente prorogato fino al 31 dicembre 2021 .
Per il pubblico impiego ai sensi dell'art. 263 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 modificato dall'art. 11bis comma 1 del testo Testo del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 coordinato con la legge di conversione 17 giugno 2021, n. 87 le Amministrazioni Pubbliche fino al 31 dicembre 2021, organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi :
- attraverso la flessibilità dell'orario di lavoro, rivedendo l’articolazione giornaliera e settimanale  introducendo modalità di interlocuzione programmata con l’utenza, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza
- applicando lo smartworking con le misure semplificate prescindendo dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza.
Inoltre, in tema di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche le Pubbliche Amministrazioni adottano misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro e del lavoro agile.
Sono previsti congedi specifici per i figli fino a 16 che si trovano in didattica a distanza a causa di contagio da covid 19 o di quarantena attivata dal dipartimento AUSL. Per ulteriori informazioni consultare la scheda informativa sui Congedi parentali facoltativi.

Diritto al lavoro agile (smart working) per i genitori di figli con disabilità grave per emergenza Covid-19

L'articolo 21-ter della Legge 13 ottobre 2020, n. 126 (pdf618.66 KB) (di conversione del Decreto 104/2020) prevede il diritto al lavoro agile (detto anche smart working) per i genitori di figli con grave disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 fino al 30 giugno 2021 anche in assenza di accordi individuali.

Per usufruire di tale diritto occorre che nel nucleo familiare l'altro genitore non sia lavoratore e che la modalità di lavoro agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa svolta.

Si sottolinea che gli accordi individuali sopra citati, sono regolamentati dall'art 3bis della legge n. 145 del 30 dicembre 2018 il quale prevede che i datori di lavoro (pubblici e privati) che stipulano accordi per l'esecuzione del lavoro in smart working sono tenuti a dare priorità alle lavoratrici con figli fino ai 3 anni e ai lavoratori con figli con grave disabilità riconosciuta. 
Per informazioni : sito INPS - sito Ministro delle disabilità 

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