Regime patrimoniale dei beni


Dal 20 settembre del 1975, la legge (L.19/05/75 n. 151)   stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio, in mancanza di un espressione di volontà diversa, venga applicato automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Se i coniugi, dopo il matrimonio, desiderano variare il regime patrimoniale (ossia scegliere la separazione dei beni) potranno provvedervi con atto pubblico davanti ad un notaio.
E' possibile scegliere il regime di separazione dei beni sia al momento della richiesta di pubblicazioni che in sede di celebrazione del matrimonio comunicandolo, per il matrimonio civile, all'Ufficiale di Stato Civile e, per quello religioso, al sacerdote che dovrà riportarlo nell'Atto del matrimonio.
A coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni, significa che i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50%, indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Rientrano nel patrimonio comune, i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale, le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da tutti e due i coniugi e così pure i debiti, sia quelli contratti congiuntamente dai coniugi che quelli separatamente. 

Sono esclusi invece dal patrimonio comune ( art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile (pdf, 9.3 KB)) i beni personali di ciascun coniuge e cioè:

  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio;
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione;
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro;
  • i beni ad uso strettamente personale o necessari all'esercizio di una professione;
  • i beni acquistati vendendo o dando in cambio i beni personali purchè all'atto dell'acquisto venga specificato che non entrano nella comunione dei beni.

Lo scioglimento della comunione si verifica:

  • per morte di uno dei coniugi
  • per annullamento del matrimonio
  • per separazione personale
  • per divorzio
  • per accordo dei coniugi che decidono di cambiare regime
  • per fallimento di uno dei coniugi
  • per separazione giudiziale dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva anche sui beni acquisiti durante il matrimonio.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.
L'amministrazione dei propri beni può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.

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