Indennità di maternità

COS'E':

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e il puerperio. In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo, l'astensione dal lavoro spetta al padre (congedo di paternità).

Il diritto al congedo e alla relativa indennità sono previsti anche in caso di adozione o affidamento di minori.

Le disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno alla maternità e paternità sono contenute nel  decreto legislativo n. 151 del 2001 (pdf, 166.4 KB) “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53” Il Testo Unico sopraccitato dispone, agli artt. 22 e seguenti, che durante il periodo di congedo di maternità la lavoratrice ha diritto, in sostituzione della retribuzione, all’indennità di maternità a carico dell’INPS nel caso di dipendenti del settore privato, o carico del datore di lavoro nel caso di dipendenti pubbliche.

L’indennità di maternità a carico dell’INPS spetta alle lavoratrici dipendenti del settore privato (operaie, impiegate, apprendiste, dirigenti), alle lavoratrici autonome, alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata dell’INPS ed, in alcuni casi, anche alle madri la cui attività lavorativa sia cessata o sospesa.

L’indennità di maternità non è a carico dell’INPS per le seguenti categorie di lavoratrici: 
dipendenti delle amministrazione dello Stato, ad ordinamento autonomo, degli Enti Locali, degli Enti pubblici (il trattamento economico è a carico dell’amministrazione datrice di lavoro), libere professioniste non iscritte alla gestione Separata  con apposita cassa previdenziale (l’indennità è a carico della cassa previdenziale a cui sono iscritte), personale di mare e di volo dipendente da imprese di navigazione marittima o aerea.

RIVOLTO A:
• lavoratrici dipendenti assicurate all'INPS anche per la maternità, comprese le lavoratrici assicurate ex IPSEMA;
• apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all'inizio del congedo;
• disoccupate o sospese, secondo quanto previsto dall'articolo 24 del citato Testo Unico maternità/paternità (TU);
• lavoratrici agricole a tempo indeterminato o determinato che, nell'anno di inizio del
congedo, siano in possesso della qualità di bracciante con iscrizione negli elenchi
nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo (articolo 63 del TU);
• lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti), secondo quanto
previsto dall'articolo 62 del TU;
• lavoratrici a domicilio (articolo 61 del TU);
• lavoratrici LSU o APU (attività socialmente utili o di pubblica utilità dell'articolo 65 del
TU);
• lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS e non pensionate in possesso del
requisito contributivo previsto dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di
maternità. La relativa indennità è riconosciuta a prescindere dall’effettiva astensione
dall’attività lavorativa;
• lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti ex
INPDAP ed ENPALS) le quali sono tenute agli adempimenti previsti dalla legge in caso di maternità verso l'amministrazione pubblica dalla quale dipendono e da cui percepiscono la relativa indennità, corrispondente al trattamento economico, secondo quanto disposto dagli articoli 2 e 57 del TU.

DOVE ANDARE:
Per informazioni e/o chiarimenti rivolgersi allo sportello "Malattia maternità" dell' INPS -  V.le della Libertà, n° 48 - 47121 Forlì - tel. 0543/710111/ 0543 710291
direttamente allo sportello dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, o su appuntamento richiesto  allo sportello o al contact center: 803164, gratuito da telefono fisso  o 06164164 con tariffe da mobile.

La domanda di indennità di maternità deve essere presentata all'Inps telematicamente mediante una delle seguenti modalità:

  • WEB . servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell'Istituto (www.inps.it - Servizi on line)
  • Contact Center integrato - tel. 803164da tel fisso e 06164164 con tariffe da mobile
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi. Elenco Patronati

COSA OCCORRE
Per le lavoratrici dipendenti pubbliche e private, i requisiti essenziali richiesti sono:

  • accertato stato di gravidanza
  • rapporto di lavoro subordinato in corso con diritto alla retribuzione.

Nell'ambito del lavoro dipendente sono previsti particolari requisiti per le seguenti categorie di lavoratrici: lavoratrici addette a servizi domestici e familiari (colf e badanti); lavoratrici a tempo determinato; lavoratrici a domicilio.

L'INPS provvede, inltre, ad erogare l'indennità di maternità in favore delle lavoratrici dello spettacolo.

La lavoratrice la cui attività lavorativa è cessata o sospesa può accedere all'indennità di maternità a carico dell'INPS qualora si trovi in determinate situazioni. Vedi scheda regionale.

INFORMAZIONI UTILI:

  • La prestazione economica di maternità a carico dell’INPS è pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente il mese di inizio del congedo (o nel caso di disoccupate o sospese, nell’ultimo mese di lavoro). Alcuni contratti collettivi possono disporre l’integrazione al 100% dell’indennità da parte del datore di lavoro.
  • Sono previste regole particolari per le seguenti categorie: lavoratrici domestiche, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, artigiane e commercianti, lavoratrici iscritte alla Gestione Separata.
  • Per poter usufruire del congedo per maternità occorre presentare al proprio datore di lavoro un certificato medico attestante la gravidanza e recante l'indicazione della data presunta del parto.
  • L'indennità di maternità viene pagata dall’INPS e per le lavoratrici dipendenti, generalmente, è anticipata in busta paga dal datore di lavoro.
  • La domanda on line va inoltrata prima dell'inizio del congedo di maternità ed, in ogni caso, non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile. In caso contrario si perde il diritto all'indennità.

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pubblicato il 2013/10/11 13:15:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-29T11:52:52+02:00

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