Maternità e lavori a rischio

CHE COS’E’:

la lavoratrice in attesa di un figlio può richiedere l’astensione dal lavoro anticipata nel caso di gravi problemi di salute oppure  quando le condizioni di lavoro o ambientali siano pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino (la richiesta può essere fatta anche dal datore di lavoro). 
Il percorso da seguire è lo stesso, sia per la lavoratrice dipendente da impresa privata sia per la dipendente da Ente pubblico.

La lavoratrice madre deve informare sempre il datore di lavoro dello stato di gravidanza in atto, consegnando il certificato medico che lo attesta, al fine di consentire al Datore di lavoro l'immediato allontanamento dall'eventuale mansione a rischio e l'applicazione delle misure di tutela previste dalla Legge (cambio mansione o richiesta di interdizione obbligatoria anticipata e/o prolungata alla Direzione territoriale del lavoro).

In alcuni casi il divieto è prolungato fino a 7 mesi dopo il parto.

La gestione delle pratiche di anticipazione o prolungamento del congedo di gravidanza a rischio per condizioni di lavoro o ambientali è di esclusiva competenza della Direzione Territoriale del Lavoro (DTL)

Restano di competenza dell'Azienda Usl i provvedimenti relativi alla gravidanza a rischio per "complicanze o precedenti forme morbose”. Questa procedura può essere attivata dai ginecologi dei Consultori Familiari o degli Ospedali pubblici

COSA OCCORRE:

1) interdizione anticipata dal lavoro per complicanze della gestazione, la lavoratrice deve presentare i seguenti documenti:

- domanda in carta semplice (reperibile sul sito internet www.dplmodena.it)

- contratto di lavoro se il rapporto è a tempo determinato;

- certificato medico di gravidanza che attesta la gravidanza a rischio. La donna può rivolgersi a un ginecologo del Servizio sanitario regionale (ad esempio Consultorio familiare) o a un ginecologo libero professionista.  Se il certificato di gravidanza a rischio è rilasciato da un ginecologo libero professionista, la donna si deve recare presso il Servizio individuato dall’Azienda Usl per l’accertamento da parte di un medico di struttura pubblica.

Dal 5 novembre 2012 la richiesta di “interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio” va presentata all’Azienda Usl e non più alla Direzione territoriale del lavoro.

2) interdizione anticipata dal lavoro per particolari condizioni di lavoro o ambientali o per impossibilità di adibire la lavoratrice ad altre mansioni, la lavoratrice (o il datore di lavoro) deve presentare i seguenti documenti alla Direzione regionale del lavoro: 

- domanda in carta semplice;

- attestato di servizio con indicazioni delle mansioni svolte; 

- certificato medico di gravidanza.

3) interdizione anticipata dal lavoro per lavori gravosi o pregiudizievoli, la lavoratrice (o il datore di lavoro) deve presentare i seguenti documenti alla Direzione territoriale del lavoro:

- domanda in carta semplice; 

- documentazione attestante le mansioni svolte; 

- certificato medico rilasciato dal proprio ginecologo (privato o pubblico), nel quale sia indicato lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.

4) interdizione post-partum quando la lavoratrice non può essere spostata a mansioni meno gravose o pregiudizievoli, la lavoratrice (o il datore di lavoro) deve presentare i seguenti documenti alla Direzione territoriale del lavoro:

- domanda in carta semplice;

- dichiarazione delle mansioni svolte; 

- attestato di nascita del figlio.

DOVE ANDARE:

per tutte le informazioni e per la presentazione della domanda la lavoratrice deve rivolgersi:

DIREZIONE TERRITORIALE  DEL LAVORO-UFFICIO AUTORIZZAZIONI

piazza Cittadella, 8/9  MODENA

tel 059 224 955 – 059 222 410 – 059 223 430      fax 059 224 946

ORARI: da lunedì a venerdì 9-13; martedì e giovedì 14-15

CONSULTORI FAMILIARI, vedi i riferimenti territoriali

 

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pubblicato il 2017/10/26 08:45:04 GMT+2 ultima modifica 2017-10-26T10:45:00+02:00

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