Baby sitter e Baby parking

Le difficoltà di conciliazioni di tempi di vita e tempi di lavoro hanno portato alla sempre maggior richiesta di servizi di accudimento e cura dei bambini. I servizi di baby sitter e di baby parking sono nate proprio da questa esigenza familiare. La Legge Regionale 25 Novembre 2016, n. 19 (pdf, 88.3 KB), collega all’interno del sistema di servizi per la prima infanzia anche le baby-sitter e i baby parking (denominati iniziative di conciliazione), pur non prevedendo per esse alcun tipo di autorizzazione. Le caratteristiche fondamentali delle iniziative di conciliazione sono: l’essere attivate dalle famiglie e lo svolgersi presso l’abitazione dei bambini.

Per molte famiglie è indispensabile poter contare su una baby sitter a cui affidare i propri figli saltuariamente o anche per diverse ore al giorno. Non è così facile però reperire nominativi di persone disponibili anzi, la ricerca della persona giusta è sempre abbastanza complicata.

Alcune organizzazioni, come i Centri per le famiglie, gli sportelli Informa Famiglie e Bambini, le associazioni e cooperative territoriali, mettono a disposizione delle famiglie, che ne hanno la necessità, un elenco in cui sono inseriti i nominativi delle persone che si offrono in qualità di baby-sitter. L'elenco fornisce informazioni sulla loro disponibilità in termini di tempo, sul loro grado di esperienza, nonché indirizzo telefono e dati anagrafici. Il servizio offre inoltre alle persone che vogliano svolgere attività di baby-sitter la possibilità di essere inserite in questo elenco.

Ci sono inoltre alcuni Baby Parking che, oltre ad accudire i bambini nei propri locali spesso offrono anche un servizio di baby-sitter qualificato.

Per le mamme in difficoltà che non sanno a chi affidare il loro bambino, quando la baby-sitter non è disponibile o l'asilo è chiuso, il Baby Parking si propone come una provvidenziale alternativa.

Si tratta di strutture private, dotate di personale qualificato, ed opportunamente attrezzate per il gioco, in cui è possibile lasciare i bambini per poche ore al giorno. Questi servizi, infatti si contraddistinguono per la temporaneità e l’occasionalità dell’offerta che prevede una frequenza massima di due ore giornaliere per un massimo di due giorni a settimana, inoltre non sono autorizzati ad effettuare il servizio mensa.

I servizi ricreativi non possono accogliere bambini al di sotto dell’anno di età. A seconda delle dimensioni possono essere organizzati come veri e propri asili/scuole, suddivisi per classi di attività a seconda dell'età del bambino. Ci sono baby parking che accettano piccoli dai 12 ai 36 mesi, altri che si rivolgono a bimbi più grandi (3/ 9 anni), altri che prendono quasi tutte le fasce di età (15 mesi /10 anni). Il servizio è a pagamento e, di solito, si basa su una tariffa oraria.

In attesa dell'approvazione di nuove direttive in materia di requisiti strutturali ed organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia, resta in vigore la Deliberazione dell'Assemblea legislativa 25 luglio 2012, n. 85 (pdf, 525.3 KB) (Direttiva in materia di requisiti strutturali ed organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia e relative norme procedurali. Disciplina dei servizi ricreativi e delle iniziative di conciliazione).

Il Libretto Famiglia

Per gestire la remunerazione dei lavoratori che, in maniera sporadica e saltuaria, prestano la loro attività in ambito domestico come nel caso della baby sitter, e facilitare gli adempimenti burocratici della famiglia, il governo nel 2017 ha introdotto il Libretto Famiglia ( art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 (pdf, 205.7 KB) e Circolare INPS 5 luglio 2017, n. 107 (pdf, 78.1 KB)).
Il libretto di famiglia è un libretto nominativo, prefinanziato dalla famiglia, composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, importo finalizzato a compensare attività lavorative di  durata non superiore a un'ora.
Il libretto famiglia può essere acquistato mediante versamenti tramite F24 modello Elide, con causale LIFA, oppure tramite il “Portale dei pagamenti”.
Ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei lavoratori occasionali utilizzati, non può superare il limite di 5.000 euro; mentre per le prestazioni rese da ogni lavoratore in favore dello stesso utilizzatore è previsto un importo limite di 2500 euro. Per informazioni consultare il sito INPS .

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