Matrimonio civile

La celebrazione del matrimonio civile

La celebrazione del matrimonio civile spetta al Sindaco, nella sua veste di Ufficiale di Governo, quando esercita le sue funzioni di Ufficiale dello Stato Civile. Tali funzioni, in base al DPR n. 396 del 3 novembre 2000 (pdf152.37 KB), possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali e a cittadini italiani che abbiano i requisiti per l'elezione a consigliere comunale.

Il matrimonio civile conferisce al matrimonio valore legale, a differenza del matrimonio religioso, e rappresenta oggi l'unica scelta possibile per coloro che, dopo un matrimonio religioso, abbiano scelto di divorziare ma senza ottenere l'annullamento della Sacra Rota.

Dove si può svolgere

La celebrazione del matrimonio civile può svolgersi all’interno del comune di residenza o in un altro comune. Il matrimonio può svolgersi nella Casa Comunale dove i due sposi si presentano, nel giorno prestabilito, davanti all'ufficiale di stato civile. È possibile celebrare il matrimonio anche in altri luoghi della città individuati dal comune.

L’ufficiale dello stato civile, indossando la fascia tricolore distintiva del Sindaco, legge agli sposi e ai testimoni (che devono essere due) gli articoli del codice civile relativi ai diritti e ai doveri che assumono gli sposi con il matrimonio. Dopo che gli sposi hanno dichiarato il proprio "Si", confermato dai testimoni, avviene lo scambio degli anelli e tutto si conclude con la firma dell'atto di matrimonio da parte della coppia e dei testimoni a cui è richiesto di presentare un documento di identità valido.

Regime patrimoniale degli sposi

Nell'atto di matrimonio è indicato il regime patrimoniale scelto dagli sposi all'atto della redazione del Verbale di Pubblicazione.

La giurisprudenza italiana non riconosce invece i contratti prematrimoniali. Con questo termine si fa riferimento a tutti quei tipi di contratto che disciplinano i rapporti patrimoniali tra due coniugi. L‘articolo 162 c.c. riconosce invece la possibilità di scegliere tra comunione o separazione dei beni. Nel primo caso, tutti gli acquisti che effettuerete durante il matrimonio, saranno considerati proprietà di entrambi, con una divisione al 50% (anche in caso di separazione dei beni dopo il divorzio). Nel secondo caso, invece, sarete proprietari solo di quello che avete acquistato con i vostri soldi.

 

Documenti e pratiche

Ci potrebbero essere piccole variazioni da un comune all’altro, dunque è consigliato fissare un appuntamento con l’ufficio comunale di residenza per chiarire tutti gli aspetti burocratici e i costi da sostenere.

Per richiedere di poter celebrare il matrimonio civile è necessario presentare i seguenti documenti.

  • Richiesta di pubblicazione presso l’Ufficio di Stato Civile.
  • documento di identità valido.
  • Autocertificazione con informazioni personali

Informazioni necessarie per l‘autocertificazione:

  • Dati personali (data e luogo di nascita)
  • Numero del documento di identità
  • Residenza
  • Stato civile
  • Titolo di studio
  • Professione
  • Tipo di attività
  • Cittadinanza
  • Residenza dopo il matrimonio

Per il disbrigo delle pratiche, i comuni richiedono una marca da bollo da 16 euro. Nel caso uno dei due sposi abbia residenza in un comune diverso, dovrete presentare due marche da bollo.

Una volta effettuati tutti i controlli, il comune procede con le vere e proprie pubblicazioni sull’albo online. Per legge, le pubblicazioni devono rimanere affisse per un minimo di 8 giorni consecutivi.

Se avete deciso di sposarvi in un comune diverso da quello di residenza, dovrete comunque avanzare una richiesta di pubblicazioni nel comune dove abitate e poi richiedere una delega da presentare al comune dove si celebreranno le nozze.

Se invece uno dei due coniugi non è in possesso della cittadinanza italiana, viene rimessa agli sposi la decisione se celebrare le nozze secondo la legge del proprio paese di provenienza, o seguendo la legge italiana. Nel primo caso, il matrimonio va celebrato presso un’autorità diplomatica o consolare. Nel secondo caso, la legge italiana opera un’ulteriore distinzione tra cittadini residenti e non residenti. I primi devono procedere con la richiesta per le pubblicazioni, esattamente come i cittadini italiani. Ai secondi viene invece richiesta una sorta di autocertificazione, in cui dichiarano che non sussistono impedimenti alle nozze.

 

Documenti necessari per il matrimonio di cittadini stranieri:

  • Documento d’identità valido sul piano internazionale
  • Certificato di nascita
  • Nulla osta, da richiedere nel Paese di provenienza

Matrimonio celebrato all’estero

Il matrimonio di cittadini italiani celebrato all'estero, perché abbia valore in Italia, deve essere trascritto nei Registri dello Stato Civile del comune di ultima residenza degli sposi. Per procedere alla trascrizione dell'atto, gli sposi devono rivolgersi all'autorità consolare italiana all'estero, per la traduzione e legalizzazione dello stesso.

Secondo la legge italiana, il matrimonio celebrato davanti al Console all'estero equivale al matrimonio celebrato davanti all'ufficiale di stato civile in Italia.

 

Matrimonio di minori

Per le minori e i minori che abbiano compiuto i 16 anni è necessario presentare decreto di autorizzazione al matrimonio emesso dal Tribunale dei Minori competente. Per i residenti in Emilia-Romagna la sede del Tribunale è a Bologna.

Famiglie di fatto - Unioni civili

Al fine di costituire un’Unione Civile tra due persone maggiorenni dello stesso sesso, esse devono presentare congiuntamente richiesta all’ufficiale dello Stato Civile del Comune di loro scelta.

L'iter procedurale si divide in 2 fasi:

  • prima fase: richiesta di unione formalizzata con un processo verbale;
  • seconda fase: costituzione dell'unione iscritta in un atto di stato civile.

Nella richiesta che sarà formalizzata innanzi all'ufficiale dello stato civile ciascuna  parte dovrà dichiarare:

  • Nome e cognome, la data ed il luogo di nascita, la cittadinanza ed il luogo di residenza;
  • L’insussistenza delle cause impeditive alla costituzione dell’unione di cui all’art. 1, comma 4 della legge;

La persona straniera che vuole costituire in Italia un’unione civile, deve presentare all’ufficiale dello Stato Civile anche una dichiarazione dell’Autorità competente del proprio paese dalla quale risulti il  nulla osta all’Unione Civile.

Il processo verbale redatto dall’ufficiale dello Stato Civile sarà da lui sottoscritto unitamente alle parti. Nello stesso verbale viene concordata la data (non prima di 15 giorni dalla sottoscrizione del verbale stesso), in cui le parti si presenteranno per rendere congiuntamente la dichiarazione costitutiva dell’unione

Le parti, nel giorno indicato nel processo verbale, renderanno personalmente e congiuntamente alla presenza di due testimoni, avanti all’ufficiale dello stato civile del Comune dove è stata presentata la richiesta, la dichiarazione di voler costituire Unione Civile.

Contestualmente le parti potranno:

  • rendere la dichiarazione di scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni
  • scegliere un cognome comune, scelto fra i loro cognomi, da assumere per la durata dell’unione. La parte che modifica il cognome dichiarerà se sostituire il proprio cognome con il cognome scelto o anteporlo o posporlo al proprio.

 

Decreto riaperture: matrimoni 2021

Grazie al decreto riaperture, dal 15 Giugno è possibile organizzare il proprio matrimonio, attenendosi alle indicazioni per il contenimento dei contagi.

  • Green pass: ogni invitato, per far parte della cerimonia, deve essere in possesso del green pass
  • Sposi, testimoni e invitati dovranno misurarsi la temperatura all’ingresso e la stessa dovrà essere inferiore a 37,5.
  • L’igiene delle mani deve essere garantita da postazioni dedicate.
  • La zona guardaroba, abiti, borse e accessori devono essere riposti in sacchetti appositi, monouso o sterilizzati, così che nulla entri in contatto con oggetti altrui.
  • La mascherina deve essere indossata da tutti, sposi compresi, e deve avere almeno il grado di sicurezza e la protezione di quella chirurgica (o superiore). Deve essere indossata sempre al chiuso e all’esterno quando non è garantita la distanza di sicurezza di almeno 1 metro.
  • Le portate del banchetto non possono essere scambiate tra i commensali e dunque consegnato solamente dal personale addetto.

 

E’ possibile, ma non necessario, rivolgersi ad un covid manager: i compiti principali di questa figura, che comunque può essere di supporto alla wedding planner, è quello di tenere il registro degli invitati, controllare il green pass, la distribuzione ai tavoli e verificare che vengano attuati tutti i protocolli di sicurezza

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pubblicato il 2016/11/04 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2021-07-26T16:07:56+02:00
Hanno contribuito: stievano.matteo

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