Matrimonio civile

La celebrazione del matrimonio civile spetta al Sindaco, nella sua veste di Ufficiale di Governo, quando esercita le sue funzioni di Ufficiale dello Stato Civile. Tali funzioni, in base al DPR n. 396 del 3 novembre 2000 (pdf, 148.8 KB), possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali e a cittadini italiani che abbiano i requisiti per l'elezione a consigliere comunale.

La celebrazione del matrimonio civile deve svolgersi nella Casa Comunale dove i due sposi si presentano, nel giorno prestabilito, davanti all'ufficiale di stato civile. Questi, in forma ufficiale, indossando la fascia tricolore distintiva del Sindaco, legge agli sposi e ai testimoni (che devono essere due) gli articoli del codice civile relativi ai diritti e ai doveri che assumono gli sposi con il matrimonio. Dopo che gli sposi hanno dichiarato il proprio "Si", confermato dai testimoni, avviene lo scambio degli anelli e tutto si conclude con la firma dell'atto di matrimonio da parte della coppia e dei testimoni a cui è richiesto di presentare un documento di identità valido.

Nell'atto di matrimonio è indicato il regime patrimoniale scelto dagli sposi all'atto della redazione del Verbale di Pubblicazione.

Nel matrimonio civile ha una certa importanza la puntualità: se in Chiesa solitamente l'intera mattinata è dedicata ad una sola cerimonia di nozze, in municipio possono susseguirsi diverse celebrazioni poiché la cerimonia è di solito breve.

Il matrimonio civile rappresenta oggi l'unica scelta possibile per coloro che, dopo un matrimonio religioso, abbiano scelto di divorziare ma senza ottenere l'annullamento della Sacra Rota.

Per le minori e i minori che abbiano compiuto i 16 anni è necessario presentare decreto di autorizzazione al matrimonio emesso dal Tribunale dei Minori competente. Per i residenti in Emilia-Romagna la sede del Tribunale è a Bologna.

Il matrimonio di cittadini italiani celebrato all'estero, perché abbia valore in Italia, deve essere trascritto nei Registri dello Stato Civile del comune di ultima residenza degli sposi. Per procedere alla trascrizione dell'atto, gli sposi devono rivolgersi all'autorità consolare italiana all'estero, per la traduzione e legalizzazione dello stesso.

Secondo la legge italiana, il matrimonio celebrato davanti al Console all'estero equivale al matrimonio celebrato davanti all'ufficiale di stato civile in Italia.

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